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L’incendio di Valzurio raccontato da Giorgio Fornoni

Tra i terribili episodi che si sono verificati sul territorio dell’Alta Valle Seriana durante la Seconda Guerra Mondiale c’è l’incendio dell’abitato di Valzurio. La vicenda è stata recentemente oggetto di un lavoro del reporter Giorgio Fornoni, video che verrà presentato a Villa d’Ogna nella vigilia del Giorno della Memoria venerdì 26 gennaio alle ore 20.45 al cineteatro Forzenigo.

«Già lo scorso anno – racconta Fornoni – avevo raccontato la storia di una famiglia ebrea che si era rifugiata ad Ardesio, alla Masù, tra il maggio e l’ottobre del 1944. Ma in quel periodo cos’è successo nella valle vicina? Il 14 luglio 1944 è avvenuto il noto incendio di Valzurio e “Valzurio brucia” è appunto il titolo del mio lavoro che con immagini e parole rivive quelle vicende soprattutto attraverso le testimonianze che ho avuto la fortuna di raccogliere, persone che possono ricordare i patimenti e il terrore che ha vissuto la gente comune. In guerra paga sempre chi sta in mezzo. Racconto inoltre la storia di alcuni giovani del territorio che sono stati uccisi in quel periodo dai fascisti».

7 COMMENTI

  1. Bravo Giorgio,ed adesso bisogna capire che fine ha fatto la lapide originale apposta li dai Partigiani in ricordo dell’avvenuto rastrellamento nazifascista,dove é,CHE FINE HA FATTO?!

    • gia mi sono chiesta anchio che fine avesse fatto la vecchia lapide fuori dal bar di Valzurio,abbattuto per far posto al nuovo albergo.
      pensavo che l’avrebbero ricollocata da qualche parte finito i lavori. probabilmente si sono dimenticati come capita spesso.
      la memoria qui da noi è cosa parecchio rara.

  2. La seconda guerra mondiale è stata per l’Italia un sacrificio di giovani vite, anche dei nostri paeselli, “grazie” alla folle visione di conquistatori fascisti che hanno giocato sulla povera gente che nient’altro cercava di vivere in pace e far crescere, pur nelle difficoltà di quei tempi, le loro famigliole. Bella idea di Giorgio di far rivivere nel suo racconto video quei terribili momenti, nella eterna speranza che tutte le generazioni future non debbano incappare ed alimentare queste fobie di voler sottomettere i più deboli per loro potere e piacere…

    • Grazie Rosario,ho scaricato il libricino di memorie e letto alcune pagine notizie storiche molto interessanti anche sulla Clusone di allora. Anche qualcuno di noi Baradelli ha delle colpe e non poche!

  3. Mi associo alla richiesta di ricollocare la lapide voluta dai partigiani al suo posto. Da anni chiedo dove sia finita. Il filmato del reporter Fornoni non mi convince neppure un po’, anche perché scarica tutta la “colpa” dell’incendio sui partigiani senza giustificazione alcuna; dai documenti e dalle interviste disponibili risulta, invece, che la popolazione di Valzurio continuò ad aiutare anche i partigiani anche dopo l’incendio. Nessuno ha nascosto gli errori che i partigiani fecero anche a Valzurio, ma un giudizio sui partigiani va dato tenendo conto di molti fattori che il filmato non considera; da un serio reporter come Fornoni, mi sarei aspettato un uso delle fonti più cauto e attento.

    • Sono felice di leggere queste sue parole Mario, io son quello che anni fa la mise al corrente della “sparizione” lapide, e da anni anch’io chiedo a tutti coloro interessati ( ANPI, ISREC, etc etc) dove sia finita.
      Per il suo giudizio del “documentario” di Giorgio, mi trova totalmente d’accordo con i suoi rilievi.
      PS se la Lapide fosse stata incautamente distrutta, l’Anpi dovrebbe interessarsi per farne rimettere una uguale, non ci si può accontentare di quella formato A4 in plastica modificata nel testo, che il comune (quando qualcuno glielo ha fatto notare…) ha rimesso “per tappare il buco”.

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