FeaturedNotizie

Salvatore Borsellino a Ponte Nossa: «Per non far morire il sogno di Paolo»

«Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare». La frase è di Paolo Borsellino, il giudice che pagò con la vita la sua lotta alla mafia. Parole più volte ricordate, sottolineate, questa mattina, nel corso dell’incontro tra Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, e i ragazzi di terza media dell’Istituto comprensivo di Ponte Nossa.

L’appuntamento nell’ambito del “Progetto Legalità”, coordinato dall’insegnante di Lettere Paola Pompilio, che a novembre ha visto tre classi prendere l’aereo e volare in Sicilia per un viaggio d’istruzione “100% antimafia”, com’è stato chiamato. Tre giorni insieme all’associazione “Addio Pizzo”, tra luoghi simbolo come Capaci e via D’Amelio, la casa memoria di Peppino Impastato e il racconto di testimoni.

Salvatore Borsellino con Paola Pompilio

Ma il progetto non si è fermato lì. L’incontro con Salvatore Borsellino ha rappresentato un’altra tappa. Un momento di condivisione con un uomo che dalla Sicilia ha provato a scappare, tanti anni fa. Salvo poi ritrovarsi in qualche modo braccato dalla realtà che voleva fuggire. «Anche a me Palermo non piaceva – ha detto ai ragazzi -. Ma la mia scelta è stata diversa da quella di Paolo. Non una scelta d’amore, restare a Palermo per combattere la mafia, ma una scelta per me stesso, andare via per trovarmi un’altra città».

Salvatore Borsellino si è così trasferito al nord, in Lombardia. «Da Milano seguivo quello che faceva mio fratello: il maxiprocesso, il pool antimafia. Dicevo: “Bravo Paolo”. Ma pensavo che non fossero più affari miei: io ormai vivevo da un’altra parte. Sono stato anche io indifferente, ho pensato anche io che qualcun altro dovesse combattere al mio posto». Fino al 19 luglio 1992, alla strage di via D’Amelio: Paolo Borsellino ucciso da un’autobomba insieme a cinque agenti della scorta.

Da quel giorno la vita di Salvatore Borsellino cambia. La madre strappa a lui e alla sorella Rita la promessa di non far morire il sogno del fratello. Iniziano incontri in tutta Italia, soprattutto con i giovani e gli studenti, nasce il movimento delle Agende Rosse, viene aperta la “Casa di Paolo”. Proprio a partire dalla sua esperienza, Salvatore Borsellino ha rivolto un invito ai ragazzi che questa mattina aveva di fronte a Ponte Nossa: «Non fate come me. So che tanti di voi vedono il proprio futuro in un altro paese. Io vi chiedo di non farlo. Questo è il vostro paese e per questo paese dovete combattere. Se farete questa scelta, se combatterete contro quello che non vi piace, per i vostri sogni, questo paese riuscirà a cambiare. Se il sogno di Paolo si avvererà, sarà grazie a voi».

Nel video, il servizio di Antenna2 con l’intervista a Salvatore Borsellino:

Condividi su:

Continua a leggere

Incidente a Casnigo, motociclista in ospedale
Appuntamento con un piatto della tradizione a Parre