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La Bergamasca sembra fuori dalla crisi

Lo dicono i numeri: la Bergamasca sembra ormai fuori dalla crisi. In due anni, nella nostra provincia, il saldo tra assunzione e cessazioni è cresciuto di quasi 12 mila unità.

«È il segnale forse definitivo dell’uscita dalla crisi che attanaglia il nostro territorio da quasi 10 anni – commenta Francesco Corna, segretario generale della Cisl di Bergamo -. Gradualmente, seppur faticosamente, anche Bergamo infatti si sta lasciando alle spalle la grave crisi e il collasso finanziario del 2008, che ha pesato enormemente sui livelli occupazionali in particolare nel triennio 2012- 2014 e innescato un forte calo dei livelli produttivi, con pesanti perdite di posti di lavoro sia nel settore manifatturiero che delle costruzioni e l’avvio di attività e occupazione in nuovi settori, quali, l’attività dei servizi alle imprese, ristorazione, commercio, trasporti e logistica, istruzione, sanità e assistenza sociale».

Confortanti i numeri anche nei territori. Nel triennio 2015-2018 nell’area del Centro per l’impiego di Albino il numero dello stock di disoccupati si è ridotto di 425 unità, pari al 7,04%. Rimane una marcata variabilità nei flussi di iscrizione al Centro per l’impiego con una nota particolarmente negativa che riguarda, nel 2016 e 2017, il forte aumento di iscrizioni femminili, superiori anche alle iscrizioni maschili. Al Centro per l’impiego di Clusone si conferma la riduzione del numero di disoccupati: 98 unità, pari al 3,57%. Anche qui c’è un maggior numero di iscrizioni femminili su quelle maschili, un dato probabilmente dovuto alla crisi che ha colpito in quest’area il settore tessile. Più in difficoltà, invece, l’area di Lovere. Il numero dello stock di disoccupati si riduce di 32 unità, pari al 1,47% ( la percentuale di gran lunga minore su tutto il territorio bergamasco). Anche qui, maggior numero di iscrizioni nel 2017 delle donne rispetto agli uomini.

La crisi ha portato una vera e propria trasformazione ancora oggi in atto e destinata a consolidarsi in futuro, di tradizionali attività lavorative del territorio bergamasco. «Adesso, per consolidare la ripresa dobbiamo puntare sugli investimenti pubblici e privati: abbiamo bisogno di collegamenti ferroviari e stradali, per le valli e per l’aeroporto, oltre che investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Noi abbiamo idee e proposte, vogliamo discuterne con i lavoratori e i pensionati che noi rappresentiamo», sottolinea il segretario provinciale della Cisl.

Così, il 14 gennaio partiranno da Treviglio gli attivi di zona 2019 programmati dal sindacato bergamasco. Il programma è stato presentato oggi, durante il consiglio generale della Cisl, alla presenza del segretario nazionale Ignazio Ganga. «Gli attivi di zona – precisa Corna – sono un momento fondamentale nel nostro cammino sindacale. Un appuntamento in cui la Cisl si confronta e discute con i propri iscritti, cittadini consapevoli e partecipi alla vita del proprio paese. Abbiamo ritenuto opportuno un passaggio in tutte le zone perché la Cisl nei territori promuove e sviluppa una viva rete comunitaria dove poter dialogare della situazione delicata della politica e dell’economia italiana».

Questo il programma degli incontri: il 14 gennaio a Treviglio dalle 10 alle 12 (Sede Bcc via Carcano, 6) e a Romano di Lombardia dalle 14.30 alle 16.30 (Rocca viscontea Piazza della Rocca, 1); il 16 gennaio a Gazzaniga dalle 10 alle 12 (Centro “Maria Ferri” via Dante, 62) e a Grumello del Monte dalle 14.30 alle 16.30 (Sede Cisl Via Martiri, 47); il 21 gennaio a Dalmine dalle 14.30 alle 16.30 (Cinema oratorio Viale Betelli, 3); il 23 gennaio a Ponte S. Pietro dalle 10 alle 12 (Biblioteca comunale via Piave, 22) e a S. Pellegrino Terme dalle 14.30 alle 16.30 (Sala Anteas via Belotti, 2).

 

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