Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche dell’escursionista caduto giovedì pomeriggio in una zona impervia, tra il Monte Cereto e il Monte Purito, fra i comuni di Albino, Selvino e Nembro. Il corpo di Stefano Lamera, 33 anni, di Scanzorosciate è stato ritrovato privo di vita nella tarda mattinata di sabato 8 giugno.
Giovedì sera, il giovane era riuscito a dare l’allarme con il telefonino e a comunicare dell’incidente. Non era stato però possibile avere informazioni precise sul posto in cui si trovava. A un certo punto i contatti si erano interrotti.
Il gruppo di ricerca – composto dai tecnici del Soccorso alpino, Vigili del fuoco e Protezione civile – aveva avviato subito le ricerche, proseguite anche di notte, con l’impiego dell’elicottero decollato da Como e abilitato per il sorvolo notturno. Era stato identificato anche un segnale luminoso, rilevato dai visori, ma le verifiche e la bonifica avevano permesso di accertare che non era legato alla presenza del disperso.
Nella mattinata di venerdì le squadre avevano battuto aree molto impervie e caratterizzate da una vegetazione fitta, assistite dall’elicottero di Bergamo, soprattutto nei pressi della valle dove passa la funivia che sale a Selvino. Erano state messe in atto calate nei canali principali della zona ritenuta primaria rispetto a quanto indicato dal giovane. Una settantina di soccorritori hanno partecipato alle operazioni di ricerca, fino al tragico epilogo.
Il giovane era scivolato per oltre una quindicina di metri in uno dei canali di forra situato tra le aree primarie esaminate in queste ultime ore dai soccorritori. Il medico è stato calato con il verricello sul posto per la constatazione del decesso, poi la salma è stata trasferita nella camera mortuaria di Albino.


















