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Gandino, la “Deposizione” del Moroni torna a casa

Torna in Val Seriana, la “Deposizione di Cristo nel sepolcro” dipinta nel 1566 da Giovan Battista Moroni. Un evento reso possibile da un progetto promosso da Accademia Carrara (ove l’opera è di norma esposta), Promoserio, Comune di Gandino, Pro Loco Gandino e altre realtà i della Val Gandino e della Val Seriana.

Nell’anno in cui New York riscopre il pittore albinese dedicandogli, presso la prestigiosa Frick Collection, la mostra “Moroni: The Riches of Renaissance Portraiture” e dopo l’entusiasmante successo della retrospettiva del 2018 alla Royal Academy of Arts di Londra, la valle che gli diede i natali dedica all’artista un “ritorno a casa” assolutamente inedito.

La Deposizione lasciò Gandino durante le soppressioni napoleoniche del 1798 per non farvi più ritorno. Sarà esposta gratuitamente al pubblico all’interno del Palazzo del Vicario a Gandino, nel prestigioso Salone della Valle che tuttora conserva, fra l’altro, l’Atto di Emancipazione dal dominio feudale del 1233. Parallelamente alla mostra, nasce il museo diffuso “Moroni in Val Seriana”: un itinerario da Ranica a Fino del Monte, che fa tappa a Villa di Serio, Nembro, Albino, Fiorano al Serio, Oneta e Parre. Sono i luoghi ai quali l’artista ha lasciato in eredità straordinarie opere di soggetto sacro, ancora conservate nelle chiese per cui sono state concepite cinquecento anni fa. Filo conduttore del percorso è il paesaggio della Val Seriana, protagonista in tutte le opere e scelto da Moroni come punto di incontro tra vita quotidiana e fede. Il museo diffuso, valorizzato con apposita segnaletica e da scoprire in autonomia o con itinerari guidati, ripercorre gli anni in cui l’artista strinse il rapporto più autentico con la sua terra e riscopre l’eccezionalità di una produzione sacra fino a oggi messa in ombra dalla fama dei ritratti.

Oggi (venerdí 21 giugno) le sale dell’Accademia Carrara hanno accolto autorità e giornalisti per illustrare il progetto. A far gli onori di casa il direttore Maria Cristina Rodeschini ed il conservatore Paolo Plebani, cui si sono aggiunti l’assessora regionale al Turismo Lara Magoni, il direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo don Fabrizio Rigamonti,  il presidente di Promoserio Maurizio Forchini e la responsabile del tavolo SerioArt Orietta Pinessi, il sindaco di Gandino Elio Castelli, il presidente della Pro Loco Lorenzo Aresi e il coordinatore dell’esposizione Silvio Tomasini.

L’inaugurazione della mostra è in programma giovedí 4 luglio alle 18,30 a Gandino. Le aperture sono previste (ingresso gratuito) ogni venerdí, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 fino al 13 ottobre. Su prenotazione (035.704063) sono possibili visite per gruppi e privati in orari diversi.

La mostra sarà accompagnata dalla narrazione delle vicende storiche e artistiche legate alla tela, a cominciare da quelle del Convento Francescano e della chiesa (oggi scomparsa) di Sancta Maria ad Ruviales, da un percorso didattico e da un ricco programma di iniziative culturali, tour guidati, conferenze (l’11 luglio ed il 26 luglio i primi appuntamenti),  con porte aperte in spazi di norma preclusi alle visite. Il primo fine settimana, dal 4 al 7 luglio, vedrà a Gandino un susseguirsi di eventi davvero incredibile.

Dopo la serata inaugurale, venerdí 5 luglio alle 20.30 è infatti in programma la storica Corsa delle Uova, seguita dalla Notte Bianca. Sabato 6 luglio alle 21 sarà la volta della rievocazione storica In Secula, con centinaia di figuranti in costume e legata proprio al Convento già custode della tela del Moroni. Domenica 7 luglio Gandino celebrerà i Santi Martiri Patroni (sono ben quattro), con premiazione dei cittadini benemeriti alle 11,30 e concerto alle 21 del Civico Corpo Musicale di Gandino che ricorda il 60° di rifondazione.

Fra le attività collaterali di alto profilo c’è senza dubbio l’emissione di un annullo postale straordinario, venerdí 5 luglio. A curarlo insieme a Poste Italiane è il Gruppo Filatelico Valgandino che festeggia i 50 anni di attività. Da segnalare che la tela del Moroni finirà in questi giorni su tre francobolli delle poste del Liechtenstein, andando a costituire un foglietto destinato ad andare a ruba fra i collezionisti.

Ci sarà addirittura il “Menu del Moroni” proposto dal Caffè Centrale, storico locale di Gandino posto di fatto nel medesimo palazzo della Mostra. Con lo stesso spirito che ha animato in questi anni la riscoperta del Mais Spinato di Gandino,  la famiglia Caleca ha predisposto un menu con intriganti legami alla storia locale ed all’epoca in cui visse ed operò il grande artista albinese. Non mancano richiami alle origini del cognome Moroni (ecco le more ed i “moroni” di gelso), gli antichi formaggi di pecora, i salumi nostrani e, naturalmente, il Mais Spinato.

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