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Città Alta Plurale, partecipa anche tu

Il rapporto tra Bergamo e i territori della sua provincia è solido, in particolare con la montagna: tanto che la skyline di Città Alta potrebbe continuare virtualmente con il profilo di una montagna, magari con quello della regina delle Orobie, la Presolana.

Oggi, attraverso un’indagine partecipativa condotta dall’Università degli Studi di Bergamo, questa relazione ha un’altra occasione per consolidarsi.

Un’opportunità di democrazia interattiva

Sul sito del Comune di Bergamo (ma anche sulla versione desktop di myvalley.it) è possibile infatti cliccare su un banner che permette di accedere alla pagina del progetto “Città Alta Plurale” (link), una piattaforma dove anche chi non risiede nel Capoluogo, compreso quindi chi vive al cospetto dei monti, può dire qualcosa sull’area urbana più celebre del territorio orobico.

Città Alta Plurale, una vista di Città Alta
Si può partecipare fino alla fine di aprile

Non si tratta di un sondaggio, ma di un processo partecipativo condotto presso i cittadini chiamati a esprimersi su temi particolari, in questo caso legati soprattutto all’accessibilità e mobilità di Città Alta. Uno studio, rafforzato dalle analisi sui bigdata, che sarà in grado di fornire agli amministratori risultati utili per la costruzione di strumenti di pianificazione urbana.

Le prime analisi sui bigdata

La dinamicità di Città Alta si legge soprattutto attraverso i dati della mobilità. I residenti sono circa 3.000, ma più di tre volte tanto (10.000) sono gli studenti che vi transitano quotidianamente. Un tessuto urbano plurale perché appartiene a più soggetti: i residenti, gli studenti, i numerosi turisti, i commercianti, i docenti. Un flusso continuo di persone in entrata e uscita, come un polmone che respira e inspira.

Città Alta Plurale
Città Alta Plurale
Un modello a tripla elica

Pubblica amministrazione, Università e privati: sono i portatori di interesse che spingono la rigenerazione del contesto che, per quanto storico, nei secoli è stato teatro di continui cambiamenti e adattamenti alle necessità contemporanee.

L’Università degli Studi di Bergamo, che ha da poco attivato anche un corso in Geourbanistica (una laurea magistrale in Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale), è già stata protagonista di importanti collaborazioni con la Città: in occasione della Candidatura di Bergamo a Capitale Europea della Cultura e sulla rigenerazione degli Spazi Piacentiniani. Le risposte dello studio, che si avvarrà anche di focus group, saranno consegnate all’amministrazione comunale che poi deciderà come attuare un nuovo piano Particolareggiato per Città Alta.

Auto in sosta lungo le mura di Città Alta
Parcheggio lungo le mura di Città Alta

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