Aumentano ancora i contagi da Coronavirus. Finora in Italia sono stati superati i 3000 casi. Per questo oggi (mercoledì 4 marzo) il Governo ha messo in campo nuove misure per contenere l’emergenza, fra cui la chiusura delle scuole.
Oggi si è riunita anche l’Unità di crisi della Regione Lombardia a cui, oltre al governatore Attilio Fontana, ha partecipato il ministro della Salute Roberto Speranza. Durante l’incontro è stata presa anche in considerazione l’ipotesi di istituire una nuova zona rossa in Valle Seriana. Il Governo deciderà in serata.
Nella conferenza stampa di oggi pomeriggio il capo della Protezione civile Angelo Borrelli a una precisa domanda sulla possibilità dell’istituzione di nuove zone rosse ha risposto che sono ancora in corso attente valutazioni da parte dell’Istituto superiore di sanità. «Come Regione abbiamo evidenziato il nostro orientamento a mettere in campo tutte le misure necessarie per contenere il virus», ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.
Nella conferenza stampa in Regione, Gallera ha dato un aggiornamento rispetto ai numeri. In Lombardia casi totali sono 1820, 300 in più rispetto a ieri. I ricoverati sono 877, con una crescita inferiore rispetto alla giornata precedente. In terapia intensiva sono ricoverate 209 persone (+42), 411 sono in isolamento domiciliare. Le persone dimesse hanno raggiunto quota 250. I decessi sono arrivati a 73. In Bergamasca il totale dei positivi è di 423, 48 in più rispetto a martedì. Oggi Gallera ha comunicato che negli ultimi giorni in Lombardia sono stati aperti 103 posti in più di terapia intensiva: «40 arrivano dal sistema del privato accreditato e 70 dal pubblico. Altri 50 li apriremo entro sette giorni».
Nel frattempo, oggi il governo ha deciso la chiusura “in via prudenziale” di scuole e università in tutta Italia da domani al 15 marzo. Il presidente della Regione Lombardia Fontana ha detto di aver «avanzato al governo la richiesta per consentire ad almeno uno dei due genitori di poter accudire i bambini per quelle famiglie che non hanno la possibilità di avere qualche persona a cui affidarli».

















