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Albino: vinto un bando per l’efficientamento della caserma dei Carabinieri

Un piano di riqualificazione, sostenuto da un doppio asse di finanziamento regionale e locale, si appresta a cambiare il volto della caserma dei Carabinieri di Albino. L’operazione, che combina interventi strutturali urgenti e un ambizioso progetto di efficientamento energetico, mira a risolvere le criticità storiche di un edificio spesso al centro del dibattito cittadino.

I primi interventi, già in fase di esecuzione, poggiano su un quadro economico di 200 mila euro, stanziati pariteticamente tra il Comune di Albino e la Regione Lombardia. Questa prima fase si concentra sul risanamento dell’involucro edilizio e sulla riorganizzazione degli spazi interni. “All’esterno -spiega l’assessore ai lavori pubblici Mirko Mazzoleni-, l’attenzione è rivolta alla creazione di nuovi parcheggi e alla sistemazione del perimetro dell’edificio. All’interno, invece, si punta a una trasformazione radicale del servizio al cittadino: la creazione di un nuovo atrio d’ingresso e di uffici separati garantirà finalmente la privacy necessaria durante la presentazione delle denunce, restituendo un contesto decoroso sia ai militari in servizio che agli utenti. Il progetto prevede inoltre l’adeguamento dei servizi igienici, con un nuovo bagno per disabili al piano terra, e la creazione di un archivio funzionale nei piani interrati”.

La vera svolta è giunta tuttavia con il successo nel bando regionale SIDE, un risultato di prestigio considerando che solo 34 interventi sono stati finanziati su quasi trecento domande presentate. Questa vittoria porta in dote ad Albino oltre 523 mila euro, che verranno impiegati per trasformare la caserma in un modello di sostenibilità. “Grazie alla sinergia con la Comunità Montana, che contribuirà con 30.000 euro, l’impatto sulle casse comunali sarà minimo rispetto alla portata dell’opera. Il piano energetico prevede l’installazione di un cappotto termico, la sostituzione dei serramenti e l’integrazione di un impianto fotovoltaico, il tutto coordinato da un sistema domotico per la gestione della climatizzazione. Una volta completati, questi lavori permetteranno di abbattere i consumi energetici attuali del 64%, integrando anche sistemi per il recupero delle acque piovane”.

Nonostante il corposo investimento confermi la volontà di mantenere il presidio nell’attuale sede, resta sullo sfondo l’annosa questione della sua collocazione logistica. La via d’accesso unica continua infatti a rappresentare una criticità funzionale di cui si discute da decenni. L’amministrazione riconosce che l’ipotesi di una futura ricollocazione rimane nei piani a lungo termine, ma sottolinea come l’urgenza di garantire oggi una struttura efficiente, sicura e moderna abbia prevalso.

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