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CISL chiede l’intervento della finanza locale

Dopo “trimestrali” con risultati in crescita di quasi il 5%

Le banche del territorio per un fondo solidale

CISL chiede l’intervento della finanza locale

Non da parte di tutti i gruppi la risposta è stata all’altezza

C’è lockdown e lockdown….. Nei primi tre mesi di quest’anno, mentre il resto dell’economia si fermava per ragioni sanitarie e solidali, per le cinque più grandi banche italiane è aumentata la patrimonializzazione; c’è stata la tenuta dei ricavi e la contrazione dei costi operativi; è proseguita la flessione dei crediti deteriorati. Insomma, il risultato di gestione è risultato in crescita del 4,9%, per un conto finale di 5.649 miliardi. Tutti dati che ‘sembrano’ incoraggianti. Forse è il caso che le banche comincino a sostenere il territorio e quindi famiglie e imprese. In pratica tornare a far banca davvero, anche e soprattutto verso i lavoratori in difficoltà…

Francesco Corna, segretario generale CISL, legge i dati della ricerca che i bancari della sua organizzazione sindacale (FIRST) hanno redatto sui conti di Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Unicredit, Banco Bpm e Mps, e dalla quale emerge che le banche hanno aumentato la propria ricchezza in termini di liquidità e capacità.

In pratica, ci sono più munizioni per sostenere l’economia, per aiutare occupazione e capacità produttiva – continua Corna –, tali da richiedere che le banche del territorio sentano la vicinanza e si facciano carico di sostenere l’economia reale e dar vita a un fondo di solidarietà per tutta la provincia di Bergamo, utile a elargire risorse a fondo perduto a famiglie e piccolissime imprese”.

Le banche – gli fa eco Giovanni Salvoldi, segretario generale FIRST CISL Bergamo -, oltre a dovere garantire la sicurezza alla clientela e ai propri dipendenti, hanno il dovere di contribuire alla crescita del Paese, dimostrando la tanto conclamata responsabilità sociale, riorganizzandosi e favorendo l’accesso al credito alle imprese e alle famiglie, limitando al minimo gli aspetti burocratici, a fronte di una situazione che potrebbe determinare un crescente disagio sociale”.

In passato – ricorda Corna -, gli istituti bancari del territorio, come Popolare di Bergamo, Credito Bergamasco e Credito Cooperativo, hanno mostrato attenzione nel rafforzare l’economia e lo sviluppo locale, sostenendo investimenti in infrastrutture strategiche come l’aeroporto e contribuendo a fondi di solidarietà. Ora le risorse derivanti dai risultati economici positivi frutto anche di pesanti riduzioni di personale andrebbero impiegate per fronteggiare questa grave crisi”.

Il governo ha delegato alle banche il compito di sostenere un’economia piegata dall’emergenza Covid-19 – conclude Salvoldi -. Purtroppo riscontriamo che non da parte di tutti i gruppi la risposta è stata all’altezza. La rabbia della clientela è già sfociata in episodi di inaccettabile violenza e a pagarne le conseguenze sono stati i lavoratori degli istituti di credito. Il nostro territorio, così duramente colpito dall’emergenza, reclama con forza – e merita – soluzioni rapide ed efficaci per ripartire. Non possiamo permetterci di perdere ulteriore tempo”.

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