I pediatri dell’Alta Val Seriana hanno rivolto in questi giorni un appello ai genitori. Una lettera aperta per chiedere che ai bambini vengano effettuati i tamponi di fine quarantena. In fondo, la firma di tutti e quattro i medici che fanno riferimento allo studio di Rovetta: Paola Bisio, Giovanna Corno, Samir Nazha e Fabrizio Zelaschi.
Con una circolare del 12 ottobre il Ministero della Salute ha dato indicazioni per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena. Il Ministero ha specificato che «i contatti stretti di casi con infezione da Sars-Cov-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare: un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno». Quindi, ad esempio, un alunno in quarantena perché un compagno è risultato positivo può ritornare a scuola dopo il decimo giorno se il tampone risulta negativo oppure dopo il quattordicesimo senza tampone.
È proprio questa seconda opzione che non convince i pediatri dell’Alta Valle. Nella lettera scrivono di aver notato che alcuni genitori la scelgono «per senso di protezione e per non far provare ai piccoli l’esperienza del tampone nasale».
«Noi pediatri – prosegue la lettera – comprendiamo benissimo il vostro gesto di protezione: ed è pur vero che la legge permette il rientro in comunità dopo 14 giorni senza l’esito di un tampone che sicuramente risulterà negativo. Ma si sono verificati casi, in questi mesi, di pazienti asintomatici che permangono positivi e alcuni anche contagiosi. È vostro interesse sapere se il vostro bambino si è positivizzato nel frattempo e quindi possa contagiare anche voi o i vostri anziani».
I pediatri sottolineano come la Valle Seriana abbia «già pagato un prezzo alto per questa pandemia e ora la situazione è sotto controllo grazie anche ai tamponi scuola». Inoltre, sostengono di non condividere l’opzione dei 14 giorni «in quanto permette di far circolare persone potenzialmente positive e che possono aver contagiato/contagiare famigliari. Questo virus serpeggia nel silenzio finché non compare soprattutto con i deboli e crea i suoi danni».
Infine, l’appello: «per tutto questo e per la nostra comunità vi chiediamo di fare i tamponi di fine quarantena per essere uniti a difenderci».

















