I sindaci dell’Alto Serio non mollano la presa. Flora Fiorina di Gandellino, Sara Riva di Gromo, Romina Riccardi di Valbondione e Angelo Bosatelli di Valgoglio hanno di nuovo scritto all’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Bergamo in merito alla situazione dei medici di base sul loro territorio.
Una prima lettera era stata spedita a inizio gennaio per segnalare «la grave situazione di disagio in cui versa l’Alta Valle Seriana a causa della carenza di medici di base». Alla lettera era seguito un incontro convocato da Ats. Ma l’esito del confronto non ha soddisfatto gli amministratori.
«Abbiamo avuto conferma che uno dei due medici attualmente in servizio sul nostro territorio a breve concluderà l’incarico e non verrà sostituito. I nostri paesi resteranno dunque con un solo medico di famiglia», spiega la sindaca di Valbondione, Romina Riccardi. È seguita quindi la decisione di scrivere di nuovo all’Ats.
«Con questa nuova lettera chiediamo che siano gli organi competenti, quindi l’Ats e l’Azienda socio sanitaria territoriale Bergamo Est, a comunicare agli assistiti la conclusione dell’incarico da parte del medico e l’eventuale impossibilità a procedere a una sostituzione – prosegue Riccardi -. Chiediamo anche che siano date spiegazioni sulla mancata sostituzione. Ci è stato detto che non ci sono medici, ma noi sindaci siamo in difficoltà a far comprendere questa situazione ai nostri cittadini. Vorremmo inoltre venisse chiarito a quali figure dovranno rivolgersi gli assistiti che resteranno scoperti».
Nella lettera, infine, i sindaci formalizzano anche la proposta già avanzata durante l’incontro del 13 gennaio (e spiegata a MyValley.it dalla prima cittadina di Gandellino Flora Fiorina). «Da qualche mese noi sindaci ci stiamo incontrando ogni settimana per capire cosa poter fare per i nostri cittadini – aggiunge Romina Riccardi -. Abbiamo allora pensato di mettere a disposizione una figura qualificata, pagata con i soldi dei Comuni, che si possa occupare di incombenze socio assistenziali, ma anche burocratiche. Una figura a disposizione della popolazione, ma che possa anche fare da collegamento tra medico e assistiti. Potendo contare su un aiuto di questo tipo, pensiamo che anche altri medici possano prendere in considerazione la possibilità di venire a lavorare nel nostro ambito».

















