Home Notizie Carenza di medici in Alta Val Seriana, i Comuni avanzano una proposta

Carenza di medici in Alta Val Seriana, i Comuni avanzano una proposta

I comuni di Gandellino, Gromo, Valbondione e Valgoglio stanno lavorando a una proposta per fronteggiare il problema della carenza di medici di base sul territorio. Da fine gennaio, infatti, il loro ambito resterà con un solo medico e non sembra che a breve ne potranno arrivare altri.

I quattro sindaci, nelle scorse settimane, avevano sollevato la questione attraverso una lettera. L’Agenzia di tutela (Ats) di Bergamo aveva risposto convocando un incontro. L’esito del confronto, però, non ha soddisfatto i sindaci. «L’Ats – sottolinea la prima cittadina di Gandellino, Flora Fiorina – ci ha risposto che i medici non ci sono e non vengono nelle aree periferiche. Ci è stato detto che il problema deriva da errori di programmazione compiuti negli anni scorsi a livello nazionale. La situazione è inoltre peggiorata a causa della pandemia. Come sappiamo, purtroppo, diversi medici hanno perso la vita e diversi altri sono andati in pensione».

«Dal 25 gennaio ci ritroveremo con un solo medico per quasi quattromila abitanti – prosegue Flora Fiorina -. La nostra zona, però, non si può mettere sullo stesso piano di altre aree della provincia dove ci sono ospedali e poliambulatori, pubblici o privati. La carenza di figure sanitarie di riferimento causa un grave disagio per la nostra popolazione».

Le Amministrazioni comunali hanno deciso di cercare comunque una soluzione che possa quantomeno permettere di attenuare le difficoltà. «Ci siamo mossi con una proposta che rientra nelle nostre competenze di natura socio sanitaria – aggiunge la sindaca di Gandellino -. L’idea è di individuare una figura qualificata, pagata dai Comuni, da mettere a disposizione della popolazione almeno per cinque ore al giorno. Gli assistiti potranno rivolgersi a questa persona per le incombenze burocratiche che normalmente spettano al medico, ma anche per mettersi in contatto col medico qualora sia impegnato e non possa rispondere. La stessa persona potrà, ad esempio, provare anche la pressione o fare il controllo della glicemia. In questo modo il medico avrà più tempo per dedicarsi alle visite e alla cura dei pazienti».

Flora Fiorina precisa che la proposta è ancora in itinere e ha bisogno di essere concretizzata. «Ma ne abbiamo già parlato con Ats – aggiunge -. Inoltre, è stato individuato un luogo da mettere a disposizione. Ci sarà un numero di telefono da chiamare in modo che anche gli anziani possano essere facilitati nell’accedere al servizio».

Resta naturalmente la speranza che presto possano aggiungersi nuovi medici. «Crediamo che questa proposta possa facilitare il nostro territorio anche in questo senso. Potrebbe essere infatti di stimolo a qualche medico che troverebbe del personale di supporto e non un territorio completamente abbandonato alle sue cure», conclude la prima cittadina di Gandellino.

 

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