Ci stavano lavorando da un anno ed ora il progetto può partire. Il Covid ha fermato parte dell’attività, ma non i sogni di OrobieStyle. L’associazione nata poco più di un anno fa con lo scopo di promuovere l’eccellenza e un brand unico per le Orobie nel settore del turismo lancia il suo progetto di collegamento tra le valli per le biciclette elettriche.
Gli studi e gli approfondimenti messi in campo dal gruppo di lavoro hanno portato nei mesi scorsi all’individuazione della e-bike quale uno dei driver dello sviluppo del territorio Orobico. «Oggi l’e-bike (ma potremmo dire anche il moderno trekking/hiking e gli appassionati delle gite a cavallo) rappresenta una vera rivoluzione per la montagna, consentendo ad un largo pubblico di utenti di superare con facilità pendenze e distanze – spiegano da OrobieStyle -. Non solo: l’e-bike è in grado di scatenare una vera e propria “filiera” turistica slow, grazie alla quale improvvisamente i borghi di montagna, la ricettività dei B&B, le malghe e i rifugi (per i quali è stato ideato un ulteriore progetto che verrà svelato nelle prossime settimane) divengono, se letti in chiave moderna, protagonisti del cambiamento. L’economia riparte dall’eccellenza delle proposte».
«Un territorio costituito da vallate che, storicamente, erano collegate da sentieri e percorsi che i nostri nonni percorrevano per lavoro, per svago, per socialità e pure seguendo cammini di fede – proseguono i rappresentanti dell’associazione -. Tracciati che negli anni si sono persi, sono stati abbandonati o scarsamente utilizzati, così come abbandonati sono molti degli alpeggi che una volta erano la vera forza della nostra terra, crocevia di un’identità legata all’allevamento e all’amore per la montagna che l’industrializzazione ha piano piano svuotato».
A partire da queste considerazioni sono nati un’idea, uno studio e subito dopo un progetto di sistema che hanno coinvolto associati, tecnici, amministratori ed enti. Un lavoro che ha portato alla definizione di Viebike delle Orobie (Orobiestyle), un progetto di sistema della ciclopedonalità di alta quota che creerà un circuito di percorsi intervallivi interconnessi legati alle e-bike, riqualificando o mettendo a sistema tracciati esistenti da recuperare, oltre che infrastrutture di supporto come colonnine di ricarica, mapping dei percorsi, cardioprotezione, segnaletica dedicata e valorizzazione delle attività di montagna attraverso progetti di recupero degli alpeggi e delle malghe presenti sui percorsi stessi. Tutto questo all’interno di un unico brand: quello delle Orobie.
Un corridoio per le due ruote che possa consentire ai turisti europei di attraversare le Alpi e dirigersi verso la pianura, vivendo le Alpi Orobiche nel loro splendore e avendo la possibilità di godere dell’identità culinaria, storica e culturale dei Bergamaschi. Con alcuni passaggi scenografici ambientali unici e ad effetto, senza intaccare la naturalità dei luoghi.
«Una piccola rivoluzione che non è solo infrastrutturale sottolinea OrobieStyle -. Una proposta lanciata al territorio da una neonata ma attiva associazione imprenditoriale, impegnata a stimolare e attivare turismo eccellente, economia e nuova impresa che, facendo leva sulla tradizione delle nostre valli, rilegge in chiave moderna i borghi, gli alpeggi, i rifugi, le malghe, i mestieri e i prodotti, proponendoli al territorio dentro un’immagine unica e coordinata. Un progetto imprenditoriale dettagliato, che sale dal basso e non viene calato dall’alto. Un progetto che, unendosi a quello sulla ciclopedonalità in corso di progettazione sul fondovalle dalla Comunità montana Valle Seriana, che intende qualificare la ciclabile come strumento non solo di svago ma anche per scuola e lavoro, consentirà di creare un vero e proprio sistema di mobilità ciclopedonale che guarda al futuro, allacciandosi agli intervallivi con pettini di collegamento che passano dai borghi, in un saliscendi emozionale dentro gli scenari orobici, e ponendosi come passaggio tra i Paesi d’Europa e la Pianura padana».
Nelle scorse settimane è stato definito un protocollo d’intesa approvato dal presidente di Orobiestyle Silvia Ferri e da Comunità Montana Valle Seriana (presidente Giampiero Calegari), Gal della Valseriana e dei Laghi Bergamaschi (Alex Borlini), Parco delle Orobie bergamasche (Yvan Caccia) e associazione Eliante (che svilupperà la didattica nelle malghe). «A tutti i comuni coinvolti nel progetto è stato chiesto di aderire e hanno tutti già mostrato grande entusiasmo – aggiunge Orobiestyle -. Con molti di essi sono già state avviate le fasi progettuali, per porre in campo un progetto di ampio respiro e dare vita in breve tempo ad un vero e proprio sistema viabilistico sulle due ruote in quota nelle Orobie. Progettare è l’elemento fondamentale per poi proseguire col reperimento delle risorse e la loro realizzazione. Un protocollo che delinea la strategia comune di un territorio che, grazie anche al lavoro del neonato Gruppo Strategico degli Enti, vuole lavorare per il bene delle Orobie, insieme. Un piano di comunicazione coordinato sotto l’unico brand, un sito dinamico e la mappatura dei percorsi realizzati accompagneranno i turisti in queste magnifiche esperienze di alta quota. Siamo pronti per il salto di qualità. Adesso si cambia marcia».
I percorsi proposti riguardano:
- La Clusone-Pianone e collegamento verso la Val Gandino, che mette in connessione una montagna tanto cara ai clusonesi, collegandosi ad una valle (la Val Gandino) che sta sviluppando un progetto complementare e che intende sfociare sino in Val Cavallina.
- La Rovetta-Fino del Monte-Oltressenda-Valzurio: è da un’incredibile galleria utilizzata da decenni a scopi idrici per derivare l’acqua che parte l’idea di un intervento che, mettendo in sicurezza e valorizzando in chiave turistica questo tracciato, apre in modo inaspettato e stupefacente una nuova connessione intervalliva all’interno della Valzurio, una perla delle Orobie, mantenendola nella sua naturalità e non invadendola con auto. Un’occasione imperdibile per conoscere territori ora geograficamente lontani, ma che a seguito di un’azione innovativa potrebbero connettere in modo ecosostenibile due valli contigue e pronte a collaborare per un sogno ambizioso.
- La Ardesio-Valcanale-Baite di Mezzeno-Roncobello (Val Brembana), un percorso spettacolare e naturalistico già in gran parte esistente e storico che connette Val Seriana e Val Brembana, toccando alpeggi meravigliosi e collegando paesi che storicamente si incontravano per lavoro, commercio, socialità e sui quali il recupero delle malghe potrebbe lanciare un nuovo turismo.
- La Gromo-Rifugio Vodala-Ardesio. Un percorso, in gran parte già esistente, da riqualificare e infrastutturare con colonnine di ricarica nei punti strategici e con segnaletica e mappatura dedicata. Un anello meraviglioso che dal Comune di Gromo percorre la ciclabile sino a Gandellino per inerpicarsi a Spiazzi di Gromo sino al rifugio Vodala come punto di ritrovo, ristoro e convivialità, passando da alpeggi e malghe che potranno promuovere i loro prodotti e le loro esperienze. Un percorso che proseguirà sino alla Valzurio passando per antichi borghi per poi collegarsi sino ad Ardesio, chiudendo il cerchio con il ritorno a Gromo.
- La Bossico-Songavazzo (Val Seriana – Valle Camonica). Un percorso già progettato, finanziato e in via di realizzazione che collegherà l’altopiano di Bossico a Songavazzo attraverso percorsi VASP di rara bellezza naturalistica, che propongono scorci di lago e di montagna. Un collegamento che, dalla Val Borlezza o dall’Alto Sebino, si connette con la Val Camonica (e quindi verso nord) sull’asse ciclopedonale Monaco-Milano, di cui la Ciclovia dell’Oglio fa parte. Un innesto con la Val Cavallina che porta a Bergamo attraverso una via alternativa rispetto alla Val Seriana, connettendo territori, popoli e identità.
- La Costa Volpino-Monte Pora-Val Seriana (Val Seriana – Alto Sebino). Una panoramica VASP realizzata nel 2020 che propone scenari mozzafiato a picco sul lago d’Iseo, partendo da Costa Volpino e accompagnando i turisti del bike o del trekking sino al Rifugio Magnolini e al comprensorio sciistico del Monte Pora, passando attraverso punti storici come Il Rifugio Magnolini, il Rifugio Pian de la Palù in Comune di Rogno, per sfociare in alta Val Seriana.
- La Via della Fede (Ardesio – Tirano). È un collegamento storico-religioso che univa già nel secolo scorso gli abitanti di Tirano e Ardesio e moltissimi altri devoti alla fede Mariana, lungo un tortuoso ma affascinante sentiero orobico che collegava la Val Seriana con la Valtellina. Oggi l’idea è quella di riproporre, riqualificandolo, questo percorso, mapparlo, segnalarlo e promuoverlo in chiave moderna dentro il progetto Vi@bike, creando un percorso unico d’alta quota e una connessione con la Valtellina attraverso i rifugi. Qui ci si potrà fermare a riposare e ricaricare l’e-bike, all’interno di una via ambientale e spirituale.
- La vi@Bike della Manina (Valbondione – Val di Scalve). La proposta è quella di un collegamento storico ambientale tra Valbondione e Vilminore attraverso il passo della Manina, una vecchia traccia percorsa per lavoro dagli abitanti delle due valli che oggi viene arricchita da un innovativo progetto emozionale che, mettendo in sicurezza una delle centinaia di vecchie miniere realizzate nei secoli scorsi per l’estrazione del ferro, che presenta un tracciato percorribile orizzontale lungo 1,5 km dentro la magia della montagna, diviene un attraversamento d’alta quota unico in Italia. Ciò consentirebbe ai turisti, a piedi o in bicicletta, di vivere un’esperienza nell’esperienza di montagna, rivivendo attraverso la narrazione la vita in miniera, la descrizione della geologia dei luoghi e della storia degli abitanti di quel tempo. Un’opera d’impatto e nel contempo ecosostenibile, che riapre una via divenendo una sicura attrazione stagionale per le due vallate.


















