Resta preoccupante la situazione per la frana che potrebbe staccarsi dalle pendici del monte Saresano, tra Tavernola Bergamasca e Vigolo, e finire nel Lago d’Iseo. Ieri (sabato 27 febbraio) si è svolto anche un sopralluogo che ha coinvolto la Protezione civile nazionale.
Sul Sebino è arrivato il geologo Nicola Casagli, docente dell’Università di Firenze e componente della Commissione nazionale grandi rischi. Grazie a un sorvolo in elicottero e a un sopralluogo ha potuto rendersi conto di persona della situazione. Gli esiti della verifica sono stati poi al centro di una riunione con i rappresentanti degli enti e delle realtà coinvolte, alla quale hanno partecipato anche il prefetto di Bergamo Enrico Ricci e il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli.
È stato confermato che la massa di materiale in movimento è compresa tra un milione e mezzo e due milioni di metri cubi. Confermata anche la velocità di movimento della frana: fra i 5 millimetri e i 2 centimetri al giorno (in precedenza era di due millimetri al mese).
Si sta cercando di capire, nel caso la frana dovesse cadere e finire nel lago, quali dimensioni potrebbe avere l’onda anomala che si alzerebbe. L’ipotesi peggiore è che potrebbe essere alta fino a 5 metri. Ma non si esclude che il materiale possa fermarsi nei piazzali della miniera e del cementificio di Tavernola, senza finire in acqua.
Il sistema di monitoraggio della frana, potenziato nei giorni scorsi da uno speciale radar della Provincia di Bergamo, consentirà di far scattare l’allarme nel caso la situazione dovesse volgere al peggio. Sono state definite tre fasi operative legate alla velocità di movimento della frana: giallo (fase di attenzione, quella attuale), arancione (preallarme), rosso (allarme).
«Il passaggio da uno stato all’altro viene stabilito dai tecnici in funzione dei parametri registrati in continuo dal sistema di monitoraggio e dall’esame visivo dai tecnici di Tavernola, e consente di avere diverse ore a disposizione per mettere in atto le azioni conseguenti – si legge in un comunicato alla popolazione pubblicato sul sito del Comune di Tavernola -. Solo nello stato di allarme sarà necessario procedere con l’evacuazione preventiva della popolazione per mettere la stessa in sicurezza. I tecnici hanno preso in considerazione anche lo scenario di onda anomala, tra quelli possibili; anche questo eventuale scenario estremo non si verificherà improvvisamente e senza segni premonitori, ma consentirà, in ogni caso, il passaggio dall’attuale fase di attenzione a quella di preallarme e di allarme».
L’Amministrazione comunale di Tavernola informa di essere già impegnata ad organizzare un piano di emergenza specifico.Nei prossimi giorni, inoltre, provvederà a un censimento della popolazione più a rischio: i volontari passeranno casa per casa per raccogliere le informazioni necessarie e fornire alcune indicazioni operative.
Anche Monte Isola, che potrebbe essere colpita da un’eventuale onda anomala, si prepara allo scenario peggiore. Il sindaco Fiorello Turla ha informato la popolazione che potrebbe scattare un ordine di sgombero immediato. Il segnale, in tal caso, verrebbe dato dal campione della chiesa di Siviano. L’area di ammassamento individuata è il campo sportivo della parrocchia di Siviano. Il sindaco ha anche invitato gli abitanti della frazione Porto, che al momento pare la più esposta, a individuare «possibili soluzioni abitative alternative temporanee».
Intanto, il paese di Parzanica rimane isolato in seguito alla chiusura delle strade d’accesso per ragioni di sicurezza. L’unica via percorribile è quella che dalla località Bratta di Vigolo conduce alla località Colderone di Parzanica attraverso il Col de Rù. Un intervento renderà il percorso più sicuro. Per consentire i lavori la strada sarà chiusa al traffico dalle 20 di domani (lunedì 1° marzo). Sarà possibile passare solo in tre fasce orarie: dalle 7 alle 8, dalle 12 alle 13 e dalle 19 alle 20.


















