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Sfiducia a Fontana, Scandella (Pd): “Non ci fermeremo qui”

Il gruppo del Partito democratico oggi è tornato in aula consiliare per chiedere la sfiducia del presidente Attilio Fontana, mozione calendarizzata al primo punto dell’ordine del giorno e votata solo pochi minuti fa, con 47 voti contrari e 30 voti favorevoli.

“Il fallimento della Giunta Fontana è certificato dallo stesso centrodestra, dal momento che non esiste un’altra regione italiana che abbia dimissionato sia l’assessore al Welfare sia il direttore generale dell’assessorato – sostiene il consigliere regionale Jacopo Scandella, intervenuto durante la discussione -. Gli errori, le bugie e l’arroganza di questi mesi sono alla base della nostra mozione, che non riguarda però una sola persona, ma un sistema che non ha più niente di nuovo da dare alla nostra regione”.

“Sono otto anni che la Lega esprime il Presidente di questa regione: c’è un solo ambito nel quale le cose sono migliorate? Non i trasporti, non l’autonomia – né regionale né verso gli enti locali – non la sanità con una legge 23 che ha mostrato tutti i suoi tragici limiti. La Lombardia deve tornare a guardare al futuro, con idee e facce nuove, mentre questa Giunta ha lo sguardo rivolto all’indietro, all’eterno ritorno di figure come Guido Bertolaso o Letizia Moratti”.

“La maggioranza ha bocciato la nostra mozione, continuando a difendere ciò che per la maggioranza dei cittadini è indifendibile: gli errori, le bugie, l’arroganza di questi mesi. Noi non ci fermeremo qui e continueremo a ribadire la necessità e l’urgenza di rispondere alle nostre richieste: trasparenza dei dati, tamponi e tracciamento (che negli ultimi mesi è calato tantissimo) e organizzazione di una campagna vaccinale diffusa e rapida” aggiunge Scandella in riferimento alle comunicazioni odierne dell’assessore Letizia Moratti che ha annunciato che il 24 febbraio inizierà la campagna vaccinale antiCovid per gli over-80, presentando “un piano a cui mancano ancora parecchi dettagli, dal momento che non si sa ancora chi contatterà le persone, chi le dovrà vaccinare, dove verranno effettuate le vaccinazioni. Ci sono gli auspici, ma un piano vero e proprio ancora non c’è”.

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