Approvati all’unanimità il conto consuntivo e il bilancio di previsione 2021 del Consorzio Bim (Bacino imbrifero montano) del Lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio. Il via libera durante l’ultima assemblea ordinaria che si è tenuta alla presenza di 72 rappresentanti dei 127 Comuni aderenti.
Ad aprire i lavori il presidente Carlo Personeni che, nella sua relazione, ha sottolineato la difficile lettura dell’attuale situazione economica, che, a fronte di alcuni segnali positivi emersi nel settore turistico, lamenta incertezze diffuse negli altri comparti, per la mancanza di elementi certi che diano la possibilità di pianificare seriamente e con fiducia.
Personeni ha puntato l’attenzione sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). «Un’importante occasione per destinare in modo efficace e adeguato ingenti risorse ai nostri territori montani, per favorire uno sviluppo economico sostenibile, per raggiungere una piena integrazione nel Sistema Paese e per garantire una maggiore coesione sociale – ha detto il presidente del Bim – . Quest’opportunità straordinaria va sfruttata, colta immediatamente: pertanto, il Consorzio si rende disponibile a collaborare per progettualità concordate con Comunità Montane, Gal (Gruppi di azione locale, ndr) o Comuni, in particolare per progetti sovracomunali, collegati alla promozione e valorizzazione delle bellezze storiche, culturali, ambientali ed enogastronomiche presenti nelle “Terre Alte”, spesso non adeguatamente prese in considerazione dai Governi fin qui succedutisi, per sviluppare l’economia di montagna».
«L’opportunità data dal Pnrr è strategica per destinare risorse alle montagne italiane – ha continuato Personeni -. Ma attenti, non finanziamenti “a pioggia”, bensì risorse particolari, esclusive, destinate a co-finanziare progetti “in progress”, ben finalizzati ad un rilancio socioeconomico dei territori montani, per raggiungere una piena integrazione del Sistema Paese. Certamente, i territori montani sono giacimenti di risorse naturali e di opportunità, ma allo stesso tempo anche aree abitate, con disagi e problematiche per le comunità residenti, infatti non a caso si parla di resilienza. Ritengo prioritario condividere, con tutti i rappresentanti della montagna, che la condizione necessaria per abitare in montagna sia quella di trovarvi lavoro e una adeguata qualità della vita, con standard pari alle aree urbanizzate. Per questa ragione, è condizione necessaria la costruzione di un adeguato modello di governance territoriale, incentrata sugli Enti Locali e su alcuni Enti funzionali che svolgono determinate funzioni a livello sovracomunale. Appunto, i Consorzi Bim, che hanno radicamento e operano da anni sul territorio».
«Il nostro ruolo è determinante per tutelare l’ambiente e promuovere lo sviluppo dei Comuni inseriti nell’area Bim – ha proseguito Carlo Personeni -. Come ente pubblico funzionale non economico, il Consorzio Bim gestisce il sovra-canone, cioè l’indennizzo per l’uso dell’acqua per la produzione di energia idroelettrica. Quindi, si occupa della valorizzazione di questa risorsa, attraverso politiche di investimento, in favore dei territori di competenza, risorse che altrimenti sarebbero disperse, sia in termini finanziari sia in termini di iniziativa progettuale, tra una pluralità di enti. Chiaro l’iter dei fondi: sfruttamento di una risorsa territoriale, come l’acqua; doveroso indennizzo da parte dei produttori di energia idroelettrica; e suo reinvestimento sul medesimo territorio in modo solidale e partecipato. Una concreta forma di federalismo, che i Consorzi Bim applicano da quasi 70 anni».
«Le risorse che eroghiamo sono una manna per i nostri enti locali, che stanno risentendo della crisi economica collegata all’emergenza sanitaria da Covid-19 – ha aggiunto il presidente Personeni – Certo, in primis l’attenzione al territorio. Ma attenti, i vari dissesti idrogeologici che periodicamente ci coinvolgono, nel caso delle “terre alte” non sono da addebitare soltanto all’eccessivo consumo di suolo o alla troppa cementificazione, ma all’abbandono della montagna: scarsa coltivazione e manutenzione dei terreni, abbandono della gestione dei boschi, degrado e incuria, che hanno scatenato il dissesto idrogeologico. Due i binari di intervento: risorse per finanziare progetti di risanamento o prevenzione del dissesto (frane, arginature, sistemazioni spondali, etc…); e un piano specifico per arginare lo spopolamento della montagna, che prevede il mantenimento dei servizi essenziali, come scuole, presidi sanitari, poste, attività commerciali e artigianali, imprese di servizi alla persona».
Nel 2020, per i Comuni delle Comunità Montane e i Comuni rivieraschi ricadenti nel suo perimetro, sono stati veicolati più di 8 milioni di euro, per interventi straordinari “a rimborso”, senza interessi, che non superino l’importo massimo di 250.000 euro: di questi, 2,5 milioni di euro sono già stato erogati. 850.000 euro sono stati impegnati nei primi mesi del 2021, altri 4,7 milioni di euro impegnati sono in attesa di erogazione o formalizzazione. A ciò si aggiungono investimenti a fondo perduto a Comunità montane e zone per un valore di 1,2 milioni di euro.
Nel 2020, un’altra fetta di contributi a fondo perduto è stata veicolata al risanamento del dissesto idrogeologico e alla sistemazione delle strade, a seguito di frane ed esondazioni: 250.000 euro, quale contributo unico o integrativo a quello regionale (la Regione Lombardia contribuisce con l’80%, il Consorzio integra con il 20% e per un massimo di 20.000 euro) per progetti che hanno un valore da 800.000 a un milione di euro.
Rimarcato, infine, il successo dei contributi per progettualità a fondo perduto, istituiti per la prima volta nel 2020: un fondo di 480.000 euro per progetti di fattibilità (2-4% del costo del progetto), per un massimo di 20.000 euro, che sono funzionali a richiesta di contributo finanziario a Stato, Regione, Unione europea o altro ente.
A seguire, è stato approvato, anche questo all’unanimità, il bilancio di previsione 2021, che si attesta sugli 8 milioni euro: 3 milioni di euro a Comunità Montane e zone (2 milioni di euro per interventi di sviluppo socioeconomico, un milione di euro per infrastrutture); 250.000 euro per il dissesto idrogeologico; 4,3 milioni di euro per contributi “a rimborso”, cioè anticipazioni ai Comuni per interventi straordinari; 400.000 euro per progettualità a fondo perduto; 200.000 euro per iniziative a sostegno occupazionale; 80.000 euro per le borse di studio.
Fra le comunicazioni all’assemblea, la notizia che sono pervenute al Consorzio quasi 15 milioni di euro di arretrati, in virtù delle sentenze dello Stato pronunciate contro i vari produttori elettrici: ulteriori fondi a disposizione.

















