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Festa dei Patroni, il grazie di Gandino a suore e sacerdoti

In occasione della festa dei Ss. Martiri Patroni Ponziano papa, Valentino sacerdote, Quirino tribuno e Flaviano prefetto, la comunità di Gandino ha rinnovato la tradizione di festeggiare in basilica sacerdoti e suore che ricordano quest’anno un particolare anniversario di ordinazione o di professione religiosa e che sono legati alla comunità gandinese, retta dal parroco don Innocente Chodi.

Decano fra i festeggiati (65 anni di sacerdozio) è stato don Luigi Torri, classe 1933, ordinato nel 1956. Nativo di Gandino (ove è tornato nel 2009), è stato per oltre 25 anni (1984-2009) parroco di Spirano. A lui è andata anche una speciale dedica da parte dei coscritti “ormai pochi e acciaccati, ma sempre felici di salutare l’amico sacerdote”.

La concelebrazione è stata presieduta da mons. Eugenio Coter, curato a Gandino dal 1985 al 1991 e Vescovo di Tibiuca e del Vicariato Apostolico del Pando dal 2013. Da poco rientrato dalla Bolivia per un breve periodo di vacanza, mons. Coter festeggia il quarantesimo di ordinazione. Nell’omelia ha ricordato un episodio della sua esperienza a Gandino, quando si trovò nella duplice veste di volontario della Croce Rossa per i servizi d’emergenza e sacerdote.

“Diedi l’estrema unzione in pronto soccorso ad un giovane tossicodipendente. Quando lo comunicai all’anziana madre sopraggiunta in ospedale, mi confermò che tanto aveva pregato affinché il figlio potesse essere assistito da un prete in punto di morte. Un segno semplice di come siamo tutti strumenti di Dio e di come Egli ascolti le nostre preghiere. Una sintesi ideale del cammino pastorale che ciascuno, preti e suore, ha compiuto in questi anni”.

La celebrazione gandinese ha ricordato anche il trentesimo di sacerdozio di don Alberto Caravina (curato a Gandino dal 1991 al 1994 e oggi parroco di Azzano S.Paolo) ed il ventesimo di don Andrea Mazzoleni (assente per impegni pastorali), vicario a Gandino dal 2001 al 2007, quando inaugurò il nuovo Oratorio prima di partire missionario per la Bolivia. Già direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano, dal 2019 è parroco di San Martino Oltre la Goggia, Valnegra, Moio de’ Calvi e (dal 2021) anche di Roncobello.

Nel corso della celebrazione hanno riletto la propria professione di fede suor Maddalena Tomasini, suor Agnese Mazzola e suor Mary Roselet Suma Fernadenz delle Orsoline di Gandino. Le prime hanno ricordato il cinquantesimo di professione religiosa, mentre suor Mary, giunta da Mirandola e di origine indiana, ha ricordato il venticinquesimo e gli anni trascorsi a Gandino, durante i quali fu molto attiva nel servizio pastorale. Suor Maddalena Tomasini, nativa di Gandino, dopo gli anni giovanili a Sotto il Monte e Ghisalba, nel 1991 raggiunse Buenos Aires e fu accolta nella comunità di Haedo. Nel 2000 assunse l’impegno di guida dell’intera Delegazione di Argentina delle Orsoline, fino al 2010. Dal 2012 vive a Gral S. Martin, nel Chaco. Sorella di suor Maddalena era suor Edvige Tomasini, morta nel 2016 dopo aver guidato la comunità emiliana di Mirandola nei giorni del terremoto.

La missione in Argentina delle Orsoline di Gandino è particolarmente cara alle nostre comunità. Le prime suore ad insediarsi nel 1954 a El Zappallar, nella regione del Chaco, furono infatti Madre Rosita Della Torre (morta nel 2004) e Suor Patrizia Bonazzi, entrambe di Gandino, insieme a suor Cirilla Bertasa di Peia. A Gral San Martin, dove opera oggi suor Maddalena Tomasini, un barrio (un intero quartiere) è stato intitolato a Madre Rosita. Unita nella gioia del 50° anche suor Agnese Mazzola, nativa di Paladina e tuttora Economa Generale dell’Istituto retto da Madre Raffaella Pedrini. Un incarico che ha portato suor Agnese a vivere vari viaggi all’estero, al fianco della Madre Generale, soprattutto in occasione di apertura delle missioni o di singole case. Al termine della funzione a complimentarsi con tutti i festeggiati sono stati fra gli altri il vicesindaco Filippo Servalli ed il maresciallo capo Francesco Ciaco, comandante la stazione Carabinieri di Gandino e recentemente insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica. Il Comune ha donato a tutti pregiate riproduzioni in tiratura limitata realizzate su tela di lino prodotta in Val Gandino, da cui è nata anche la copia certificata della Sindone tuttora esposta in Basilica. La giornata si è chiusa con il pranzo festoso in Oratorio e, in serata, con il concerto in piazza del Civico Corpo Musicale di Gandino diretto da Aleandro Martinelli.