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Il terziario cresce ancora a Bergamo, anche se meno velocemente

Il settore terziario a Bergamo prosegue il cammino di ripresa intrapreso nel 2021, sebbene si noti un rallentamento rispetto ai ritmi di crescita dello scorso trimestre. L’incremento del fatturato su base annua rimane rilevante, con una variazione tendenziale del +14% per le imprese con almeno 3 addetti dei servizi e del +4,7% per quelle attive nel commercio al dettaglio. I valori sono in netto ridimensionamento rispetto a quelli evidenziati nel secondo trimestre, anche perché si avvia alla conclusione la fase di assestamento dopo la crisi del 2020 e i tassi di crescita scontano quindi un rallentamento fisiologico.

L’analisi delle variazioni congiunturali, ossia calcolate rispetto al trimestre precedente, conferma una crescita meno intensa: nei servizi il fatturato aumenta del +1,1% (era +2,2% nel secondo trimestre), mentre nel commercio al dettaglio l’incremento è del +0,8% (vs +1,7%). Si tratta comunque di valori significativi, che consentono al commercio al dettaglio di tornare sugli stessi livelli del quarto trimestre 2019 (indice del fatturato pari a 88,1), prima dello scoppio della pandemia, e ai servizi (indice pari a 93,4) di accorciare il divario con i valori pre-crisi. Le aspettative degli imprenditori si confermano in area positiva e sembrano compatibili con un proseguimento della fase di crescita: nel commercio in particolare la fiducia raggiunge i livelli massimi della serie storica.

La crescita dei servizi a Bergamo risulta meno intensa rispetto alla media regionale: in Lombardia la variazione su base annua risulta pari al +15,9%, mentre l’incremento congiunturale raggiunge il +5,5%.

Approfondendo il dettaglio settoriale, appare evidente come alcuni comparti siano stati relativamente poco colpiti dalle misure di contrasto all’emergenza sanitaria e stiano ora proseguendo la crescita su livelli superiori a quelli pre-pandemia (servizi alle imprese e, soprattutto, commercio all’ingrosso). Altre attività (alloggio e ristorazione, servizi alla persona) hanno invece subito perdite molto consistenti nel 2020 e, nonostante il percorso di recupero intrapreso, non hanno ancora colmato il divario con i livelli del 2019.

Servizi – provincia di Bergamo: principali indicatori

2020 1T

2020 2T

2020 3T

2020 4T

2021 1T

2021 2T

2021 3T

Fatturato (1)

-9,7

-18,4

21,6

7,0

0,3

2,2

1,1

Prezzi (2)

0,1

0,2

0,5

0,5

1,3

1,5

2,0

Addetti (3)

-0,4

-0,6

0,1

-0,8

-0,1

2,2

0,9

Fonte: Unioncamere Lombardia, (1) variazione congiunturale destagionalizzata, (2) variazione congiunturale grezza, (3) saldo nel trimestre

La crescita del fatturato è in parte dovuta alla spinta fornita dai prezzi (+2% su base trimestrale), che confermano la fase di forte accelerazione evidenziata negli ultimi trimestri. Il commercio all’ingrosso è al centro di queste tensioni per via dei rincari che stanno coinvolgendo molti prodotti a causa della rapidità della ripresa e dei colli di bottiglia lungo le catene di fornitura, ma anche negli altri comparti i prezzi risultano in crescita.

L’occupazione conferma la svolta positiva evidenziata nel trimestre precedente, registrando un saldo del numero di addetti tra inizio e fine trimestre pari a +0,9%, con un incremento rilevante nelle attività di alloggio e ristorazione grazie alla stagione turistica tornata su livelli prossimi alla normalità. Nonostante la ripresa in corso, le significative perdite occupazionali accumulate nel corso del 2020 non sono ancora state recuperate.

Le aspettative degli imprenditori rimangono in area positiva, con saldi tra previsioni di aumento e diminuzione pari a +7,8% per il fatturato e +5 per l’occupazione: si tratta di valori in lieve calo rispetto al trimestre scorso, ma comunque compatibili con il proseguimento della fase di crescita, sebbene il rallentamento del “ritmo di marcia” già evidenziatosi in questo trimestre potrebbe trovare conferma nell’ultima parte dell’anno.

I risultati delle imprese bergamasche del commercio al dettaglio risultano migliori rispetto alla media regionale: in Lombardia l’incremento su base annua del volume d’affari appare infatti leggermente inferiore (+4,2%), mentre la variazione congiunturale risulta sostanzialmente nulla (0,2%). Il numero indice provinciale, calcolato ponendo pari a 100 la media del 2010, conserva ancora un piccolo gap negativo nei confronti di quello lombardo, che si è però via via ridotto negli ultimi trimestri.

La crescita su base annua riguarda sia i negozi non alimentari, che non hanno ancora recuperato le ingenti perdite subite durante il periodo di lockdown del 2020, sia gli esercizi non specializzati, che comprendono la grande distribuzione a prevalenza alimentare e che hanno invece beneficiato dei maggior consumi alimentari domestici indotti dalla pandemia a scapito del canale Ho.Re.Ca., proseguendo quindi il trend positivo su livelli di fatturato superiori a quelli pre-crisi.

Commercio al dettaglio – provincia di Bergamo: principali indicatori

2020 1T

2020 2T

2020 3T

2020 4T

2021 1T

2021 2T

2021 3T

Fatturato (1)

-7,4

-13,0

20,2

-0,3

0,9

1,7

0,8

Prezzi (2)

0,1

0,8

-0,6

0,3

0,3

1,5

1,6

Ordini ai fornitori (3)

-20,0

-32,6

-22,7

-14,3

-19,5

16,1

7,7

Giacenze di magazzino (4)

23,1

22,2

9,8

12,9

11,4

11,8

4,6

Addetti (5)

0,0

0,4

-0,2

0,8

-0,4

2,3

0,3

Fonte: Unioncamere Lombardia, (1) variazione congiunturale destagionalizzata, (2) variazione congiunturale grezza, (3) saldo giudizi aumento-diminuzione, (4) saldo giudizi esuberanza-scarsità (5) saldo nel trimestre

I prezzi confermano la sostenuta velocità di marcia già evidenziata nei tre mesi precedenti: la variazione su base trimestrale è pari al +1,6%, in netta accelerazione rispetto ai ritmi che avevano caratterizzato il 2020. Alla crescita dei listini si accompagna la riduzione delle scorte, che vedono un saldo tra valutazioni di esuberanza e scarsità pari a +4,6 (dal +11,8 del trimestre precedente): i magazzini tornano così sui livelli minimi degli ultimi 2 anni, dopo la forte espansione registrata a seguito della crisi. Gli ordini ai fornitori si muovono di conseguenza, registrando per il secondo trimestre consecutivo un saldo positivo (+7,7) tra giudizi di aumento e diminuzione, dopo cinque anni di segni negativi.

La variazione del numero di addetti nel trimestre risulta ancora positiva (+0,3%), anche se in deciso rallentamento rispetto all’incremento registrato nei tre mesi precedenti. La crescita occupazionale si concentra negli esercizi non specializzati, canale che, come già evidenziato, non ha subito ripercussioni negative dalla situazione di emergenza sanitaria, ma ha anzi fronteggiato un’espansione della domanda.

Le aspettative evidenziano invece un deciso miglioramento: i saldi tra previsioni di crescita e diminuzione per il prossimo trimestre sono positivi e in forte crescita per fatturato (+30) e ordini ai fornitori (+16,3), mentre l’incremento risulta più contenuto in merito all’occupazione (+6,2). Questi valori riflettono in parte un effetto stagionale dovuto al picco di vendite che caratterizza gli ultimi mesi dell’anno, per via degli acquisti natalizi, tuttavia il dato appare superiore anche se confrontato agli analoghi trimestri dell’ultimo decennio. Tali livelli di fiducia sembrano scommettere su un proseguimento della fase di crescita e su un recupero della propensione al consumo delle famiglie, ancora compressa in molti di ambiti di spesa a seguito degli effetti della pandemia.

Commenta il presidente Carlo Mazzoleni: A Bergamo il fatturato dei servizi cresce ancora, ma a un ritmo inferiore rispetto al valore regionale, perciò si sta riaprendo il divario storico che si era invece ridotto durante la pandemia. Il quadro congiunturale del commercio al dettaglio si conferma invece positivo: sebbene la velocità di ripresa mostri un rallentamento, questo appare comunque meno pronunciato di quanto avviene a livello regionale.