Quest’anno a Leffe si vota. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Gallizioli conclude il suo primo mandato e il paese sarà chiamato alle urne. È tempo dunque di tirare le somme.
L’occasione per fare il punto sulla situazione economica del Comune l’ha fornita l’approvazione dell’ultimo bilancio di previsione. «Sin dall’inizio del mandato – spiega il sindaco – il nostro gruppo amministrativo si è prefissato l’obiettivo di mantenere il bilancio in equilibrio, senza dover ricorrere a un incremento della tassazione e soprattutto senza penalizzare l’erogazione dei servizi fondamentali alla popolazione. Oggi, dopo aver approvato l’ultimo bilancio di previsione, possiamo dire di aver raggiunto i risultati sperati».
Gallizioli sottolinea «l’ottimizzazione delle risorse che tutta la compagine amministrativa ha voluto attuare nei rispettivi capitoli di bilancio. Abbiamo operato come il buon padre di famiglia, privilegiando l’oculatezza e l’eliminazione di ogni spreco. Un modo di fare che ha consentito non solo di mantenere i servizi fondamentali, ma anche di accrescerli e migliorarli. Inoltre, il nostro fiore all’occhiello: abbiamo evitato l’applicazione dell’addizionale comunale Irpef».
Nel corso del mandato l’amministrazione ha lavorato anche per ridurre l’indebitamento del Comune, che si è praticamente dimezzato. «Negli ultimi cinque anni non è stato contratto alcun mutuo – aggiunge il primo cittadino -. Abbiamo inoltre pagato rate di mutui accesi in passato diminuendo il debito che ad inizio mandato era di un milione e mezzo di euro e ora è di 800 mila euro. Nel 2017 il debito pro capite era di 332 euro, oggi è di 193 euro. Questo nonostante il progressivo calo demografico che ha portato la popolazione del paese da circa 4500 abitanti a 4300».
Sul fronte investimenti, Gallizioli evidenzia che la sua amministrazione in cinque anni ha calato sul territorio circa due milioni e 200 mila euro. «Gran parte di queste risorse, un milione e 400 mila euro, sono arrivate da contributi a fondo perduto. E teniamo presente che in questa cifra non sono compresi i fondi straordinari ricevuti per l’emergenza sanitaria».

















