Sono più di duemila le persone in fuga dall’Ucraina che in queste settimane sono arrivate in Bergamasca e che si sono iscritte al portale condiviso tra Agenzia di tutela della salute e Prefettura. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria ci sono alcune novità.
Da lunedì 28 marzo i cittadini ucraini che arrivano in provincia di Bergamo potranno accedere senza appuntamento presso i seguenti hotspot:
ASST PAPA GIOVANNIXXIII – Ospedale Papa Giovanni XXIII, Piazza OMS, 1 24127 Bergamo (presso la tensostruttura adiacente al Pronto Soccorso) dalle 8 alle 16 dal Lunedì al Sabato.
ASST BERGAMO EST Ambulatori via Donizetti, 1 24068 Seriate dalle 8 alle 20 dal Lunedì al Sabato.
ASST BERGAMO OVEST Palaspirà, via Sant’Antonio, 24050 Spirano dalle 8 alle 16 dal Lunedì al Sabato.
Viene quindi chiuso il punto tamponi dell’Ats di via Borgo Palazzo.
«È stato fatto un grosso lavoro di squadra governato da Ats Bergamo e con la forte collaborazione delle tre Asst del territorio e con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta volontari, che si sono messi a disposizione per fronteggiare l’emergenza – sottolinea Oliviero Rinaldi, direttore del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell’Ats di Bergamo -. Oggi chiude il punto tamponi aperto in Borgo Palazzo che ha effettuato circa un migliaio di tamponi dal 12 marzo, grazie alla collaborazione della Cooperativa Osa e della Protezione civile. Da settimana prossima ogni Asst aprirà un hot spot dal lunedì al sabato, ciascuno dei quali garantisce almeno tre linee per almeno otto ore al giorno».
In queste settimane è continuata l’affluenza dei profughi che si sono iscritti attraverso il portale dedicato condiviso tra Ats e Prefettura. Al momento i dati raccolti sono riferiti a 2.247 persone provenienti dall’Ucraina. Quasi mille persone sono già state chiamate presso gli hotspot ubicati nelle Asst per essere sottoposti a tampone e visita.
Si è mantenuto costante anche il trend riferito alla fascia d’età. Sono principalmente donne e bambini. Il 41,3% è rappresentato da bambini fino a 14 anni (929) e il 44,2% da adulti (994) tra i 20 e i 64 anni che insieme costituiscono l’85,5% della popolazione arrivata nella provincia di Bergamo.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, in quest’ultima settimana , si è assistito ad una omogenea distribuzione della popolazione nelle tre diverse Asst. Tutti gli Ambiti territoriali sono coinvolti nel percorso di accoglienza.
L’Ats si Bergamo evidenzia che in queste settimane sono state assicurate le visite mediche, effettuati tamponi e screening vaccinali. È stato individuato anche un percorso per i minori grazie al coinvolgimento dei pediatri territoriali. Portato a termine anche l’accordo per il Covid Hotel individuato presso il BES Hotel di Mozzo per l’accoglienza di profughi con tampone positivo che non hanno possibilità di garantire l’isolamento presso il domicilio. L’Ats continua a garantire, attraverso il Dipartimento veterinario, la cura degli animali di affezione che numerosi profughi portano con sé.
«Significativo in questo periodo il lavoro di collaborazione e la disponibilità delle nostre tre Asst al fine di garantire una pronta assistenza sanitaria ai profughi – conclude Massimo Giupponi, direttore generale dell’Ats di Bergamo -. Ancor più rilevante la sinergia tra questo lavoro e le azioni messe in campo dalla Prefettura, per l’organizzazione dell’ospitalità, dal Consiglio di Rappresentanze dei Sindaci e dei Comuni per il lavoro di informazione e di accoglienza, dall’Ufficio scolastico territoriale per l’inserimento dei minori nel sistema scolastico, dalla Provincia per il raccordo degli aiuti, dalla Protezione Civile, dalle Associazioni di Volontariato, dalla Diocesi per il supporto che garantiscono alle istituzioni ed ai profughi ucraini su tutto il territorio».




















