Una vera e propria «caduta della natalità» che si accompagna alla diminuzione e all’invecchiamento della popolazione. Questo il quadro che emerge dalla ricerca “Dinamiche e prospettive demografiche nel territorio della Comunità montana Valle Seriana” presentata a Clusone nella sede dell’ente. Una situazione analoga per molti versi a quella del resto del Paese, ma sicuramente più accentuata in alcuni aspetti.
Per citare alcuni dati, tra i più significativi, la prospettiva è che in Val Seriana dai 138 mila abitanti del 2012 si passerà ai 127 mila previsti nel 2030. Tra dieci anni il numero dei morti sarà doppio di quello dei nati e preoccupa il continuo aumento della denatalità.
L’analisi è stata commissionata dalla Comunità montana Valle Seriana ed elaborata dal ricercatore Alessio Menonna, con la supervisione scientifica del presidente dell’Istat Giancarlo Blangiardo. «I dati più preoccupanti sono quelli della continua diminuzione delle nascite e del continuo aumento della componente molto anziana che nei prossimi decenni raggiungerà punte particolarmente elevate nelle età che vanno dai 75 anni in poi, quindi in una fascia dove c’è più fragilità e necessità di assistenza e aiuto», ha spiegato Blangiardo al microfono di Antenna2 (intervista nel video sotto).
Nel corso della presentazione si è parlato anche di politiche da attuare per modificare questo scenario. Blangiardo dà alcune indicazioni: investire sul welfare e la sanità per la popolazione che invecchia, ma anche lavorare per un sistema scolastico efficace, trasporti migliori e infrastrutture. Sfide che gli amministratori dovranno saper affrontare nel futuro.
Angela Bellini, sindaca di Villa d’Ogna e delegata alle Politiche familiari e alla Natalità. Spiega: «Con altri amministratori ho condiviso la necessità di avere una ricerca scientifica per quanto riguarda la situazione demografica nel nostro territorio. L’abbiamo sotto gli occhi, perché ogni comune ha la consapevolezza dello spopolamento che viviamo, ma abbiamo ritenuto importante avere a disposizione uno studio d’insieme. Ora dobbiamo fare squadra per mettere in campo azioni strategiche che ci permettano di rallentare questo processo».


















