A causa dell’aumento delle spese energetiche e di quelle legate al sociale, come in altri Comuni, l’amministrazione di Nembro ha optato per l’aumento dell’Irpef, e anche dell’Imu, in quest’ultimo caso per le attività produttive e commerciali di medie e grandi dimensioni. L’intervista per Antenna 2 a Francesco Brusamolino, assessore al bilancio di Nembro.
Gli aumenti di spesa riguarderanno l’assistenza educativa scolastica che costerà al Comune 112mila euro in più, il nuovo contratto dei dipendenti degli enti locali comporterà un aumento di 25mila euro, per l’integrazione delle rette della Rsa sono stati stimati 20mila euro in più, che si aggiungono agli adeguamenti Istat dovuti all’inflazione. Nel 2022 i costi energetici sono raddoppiati e arrivati a un milione e 195mila euro.
Cosa cambierà per i cittadini? Per l’addizionale comunale, l’assessore ha sottolineato come rispetto ai Comuni della zona, Nembro continui ad avere tariffe di inferiori, pur passando da una media di 79 euro ad una di 103 euro per abitante con un aumento del 20% circa per ogni fascia di reddito. Per quanto riguarda l’Imu, l’Amministrazione guidata da Gianfranco Ravasio ha scelto di intervenire su una categoria in particolare, quella delle attività produttive e commerciali di medie e grandi dimensioni. La tariffa per la categoria D passa dal 9,5 per mille al 10,6 per mille: con questa misura il Comune punta a recuperare 145mila euro.



















