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Clusone, una tecnica dal Canada per combattere il bostrico in pineta

Il nome, “push and pull” (spingere e attirare), rende l’idea. Perché si tratta di respingere gli insetti dagli alberi e attirarli in apposite trappole. Questa, in sintesi, la tecnica sperimentale che viene applicata nella pineta di Clusone per combattere il bostrico, nell’ambito di un progetto pilota che coinvolge il parco avventura. Nei giorni scorsi è arrivato anche un esperto dal Canada per verificare i risultati.

Dopo la tempesta Vaia dell’autunno 2018, l’arco alpino si trova a fronteggiare una vera e propria emergenza . Le valli bergamasche non sono state risparmiate: anche qui il bostrico sta facendo strage di abeti rossi. «In seguito agli schianti causati dalla tempesta Vaia, gli alberi sono stati attaccati da questo insetto che sostanzialmente mangia il legno dell’abete rosso e lo fa seccare», spiega Christian Donati, dottore forestale che sta seguendo la problematica su incarico del Parco delle Orobie bergamasche.

«Negli anni successivi al 2018 il bostrico si è sviluppato in maniera esponenziale e ha cominciato a creare problemi di stabilità arborea, e pericolosità lungo le strade. Abbiamo iniziato a registrare attacchi anche in alcune situazioni ad alto valore paesaggistico, come parchi o alberi monumentali – prosegue Christian Donati -. Il Parco delle Orobie bergamasche, nel novembre del 2022, ha messo a bilancio un impegno di spesa importante per un controllo della situazione in alcuni comuni della Val Seriana e Val di Scalve: Schilpario, Azzone, Castione della Presolana, Clusone, Gromo e Oltre il Colle».

Gli interventi sono di due tipi. «Il primo è un monitoraggio con delle semplici trappole di cattura per verificare lo sviluppo della popolazione di bostrico, anche in funzione del tempo e delle temperature – spiega ancora il dottore forestale -. Il secondo viene utilizzato nei parchi avventura. È la tecnica del “push and pull”. Con dei repellenti applicati agli alberi gli insetti vengono respinti per poi venire catturati in apposite cassettine grazie a degli attrattivi specifici. In questo modo è possibile difendere delle piccole aree come quelle, appunto, dei parchi avventura».

In particolare, il Parco avventura di Clusone ha iniziato a subire gli attacchi del bostrico tra la primavera e l’estate del 2020, dopo che il 21 ottobre 2019 era stato colpito da un intenso evento meteorologico con lo schianto al suolo di diversi alberi. «Da tre anni al Parco avventura di Clusone viene applicata la tecnica del “push and pull” per la difesa degli abeti rossi – aggiunge Donati -. Sugli alberi sono montate piattaforme acrobatiche sulle quali ogni anno migliaia di persone vengono a divertirsi. Periodicamente vengono effettuate verifiche di stabilità, quindi è importante mantenere in salute queste piante. L’abete rosso, del resto, è sensibile ai cambiamenti climatici. Ricordo ad esempio la siccità dell’anno scorso».

Il “push and pull” del Parco avventura si declina in «una ventina di trappole di protezione lungo il perimetro esterno. All’interno, invece, sono state applicate delle bustine repellenti sugli alberi a diverse altezze. Abbiamo importato questa tecnica dal Canada, grazie all’Università di Padova, e Clusone è uno dei primi contesti in cui viene utilizzata in Italia. Questo tipo di tecnica richiede di porre molta attenzione all’ecologia dell’albero, ai venti, alle temperature, alle precipitazioni. Così come è necessario avere attenzione per l’ecologia dell’insetto, che ha diversi ritmi di crescita durante l’anno. Quindi è fondamentale unire entomologia, arboricoltura e praticità degli interventi».

Per verificare l’applicazione del “push and pull”, al Parco avventura è arrivato a Clusone Bob Setter, entomologo, che lavora per l’azienda che produce i prodotti utilizzati in pineta. «L’aspetto più importante non è il dispositivo in sé, ma la sua applicazione sul campo, in modo da ottenere i migliori risultati contro il bostrico – spiega -. Infatti, con il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, cambia anche il comportamento degli insetti. Quindi, dobbiamo continuamente adeguare gli strumenti che abbiamo a disposizione per la lotta contro il bostrico. Per questo motivo è fondamentale per me visitare e vedere di persona questi parchi al fine di un continuo miglioramento».

«L’idea del “push and pull” è quella di spingere il bostrico lontano dagli alberi verso i quali è attratto per riprodursi, e attirarlo verso una trappola – prosegue l’esperto canadese -. I componenti usati nei dispositivi di rilascio sono prodotti semiochimici. Non si tratta di insetticidi, ma danno un messaggio: dicono al bostrico dove deve o non deve andare».

I risultati, per ora, sembrano positivi. Ma, come sottolinea Christian Donati, il clima in continuo mutamento di questi anni costringe a tenere alta la guardia.

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