“Cento anni da alpini e non sentirli”, lo slogan scelto dalle penne nere di Ardesio per festeggiare il secolo di fondazione. In effetti, con 115 alpini e 25 aggregati, una spiccata propensione al volontariato e alla solidarietà, il gruppo gode di ottima salute. Oggi (domenica 21 aprile) ha sfilato lungo le vie del paese per celebrare il centenario.
«Il gruppo venne fondato a maggio del 1924 dal primo capogruppo Luigi Pietro Donda e da altri alpini del paese – racconta l’attuale capogruppo, Marco Filisetti -. Di quei primi anni è rimasta qualche traccia. Sappiamo che parteciparono alla posa di una croce sull’Adamello in ricordo dei loro commilitoni, morti durante la Prima guerra mondiale. Furono presenti anche all’adunata di Roma. Poi la storia si perde, anche per lo scoppio della Seconda guerra mondiale».
Il gruppo rifiorisce nel dopoguerra, nel segno dei valori alpini e della solidarietà. «Negli anni gli alpini di Ardesio sono stati impegnati nella ricostruzione dopo il terremoto del Friuli e in altri scenari di emergenza nel nostro Paese, come l’alluvione di Alessandria – prosegue il capogruppo -. Hanno dato il proprio contributo nella realizzazione di strutture come la Casa degli alpini di Endine Gaiano e la nuova sede della sezione di Bergamo». L’attenzione al volontariato e alla solidarietà rimane inalterata, in particolare nel tempo e nell’impegno che le Penne nere continuano a prestare per la comunità di Ardesio in diverse forme.
La giornata di oggi è stata anche un abbraccio tra gli alpini e il loro paese. Dopo il raduno in piazza Monte Grappa, è iniziata la sfilata accompagnata dal Corpo musicale di Ardesio. Non sono mancati i rappresentanti dei gruppi della zona che hanno voluto condividere con gli alpini di Ardesio la loro festa. Al monumento ai Caduti l’inno nazionale ha fatto da sfondo all’Alzabandiera, mentre “La leggenda del Piave” ha accompagnato gli onori ai Caduti, insieme alle note del “Silenzio”.
Nei discorsi del capogruppo Marco Filisetti, del sindaco di Ardesio Yvan Caccia, del vicepresidente della Sezione alpini di Bergamo Diego Morstabilini e del vicepresidente dell’Associazione nazionale alpini Carlo Macalli, costante è stato il richiamo alla pace, in riferimento alle guerre di ieri, ma soprattutto a quelle di oggi.
Il servizio di Antenna2:



















