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Clusone onora la memoria degli internati: consegnate 39 medaglie

Una cerimonia intensa e sentita dai familiari, dall’amministrazione comunale di Clusone e dal ricercatore Maurizio Monzio Compagnoni, referente dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento, dalla guerra di liberazione e loro familiari (Anrp) per l’ex distretto militare di Bergamo. La sala Legrenzi di Palazzo Marinoni Barca, con il sottofondo musicale del maestro Massimiliano Foscarini al piano, ha ospitato nel tardo pomeriggio di domenica 26 gennaio, alla presenza del tenente Maurizio Guadalupi, comandante della Compagnia dei carabinieri di Clusone, la consegna ufficiale delle medaglie d’onore ai familiari di chi, come ricordato dagli organizzatori, ebbe il coraggio di dire no e fu costretto a rimanere in Germania, confinato nei lager fino al termine della seconda mondiale, avendo la fortuna di ritornare a casa e di vivere una seconda vita.

L’emozione, in occasione della Giornata della Memoria, è quella dei familiari che riscoprono le avventure dei loro avi grazie ad una ricerca storica che, sostenuta dal solo Monzio Compagnoni, vede ormai diversi Comuni della provincia bergamasca protagonisti, ma è anche quella dello stesso ricercatore che lavora in collaborazione con l’amministrazione comunale clusonese per portare alla luce la storia di altri cittadini confinati in Germania dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

“Sono medaglie dedicati a tantissimi civili, a volte anche famiglie intere che hanno vissuto dopo l’8 settembre 1943 l’esperienza dell’obbligo coatto, a rimanere in Germania per lavorare. E’ la prima volta che mi capita un così alto numero di civili – sottolinea Maurizio Monzio Compagnoni -. Tante le donne, partite con un contratto regolare di lavoro con diverse aziende, perché dalla Germania richiedevano manodopera all’Italia e costrette ai lager. Moltissimi per questo motivo partirono dalla provincia di Bergamo, si parla di 300mila civili che hanno preso questa strada: dopo l’armistizio gli fu impedito di tornare a casa. Grazie al supporto dell’amministrazione comunale di Clusone la ricerca continua, stiamo continuando perché il numero delle persone che subirono questa situazione è ancora alto e prossimamente avremo un altro incontro con i loro familiari. Abbiamo già trovato altri 70 clusonesi per i quali sarà avviato l’iter nei prossimi mesi”.

“Il nostro obiettivo è individuare tante più persone che potranno ricevere questa onorificenza grazie al lavoro di Monzio Compagnoni -spiega il Sindaco Massimo Morstabilini-. Abbiamo individuato i documenti di tante persone, alcuni militari ma tanti civili che non poterono più rientrare in Italia: vogliamo rendere onore a loro e tenere viva la memoria per quello che è stato quel terribile periodo della nostra storia per educare e istruire le giovani generazioni e far sì che non si ripeta più”.

Clusone ha ricordato in maniera postuma i civili Bernardina Balduzzi, Giovanni Balduzzi, Lucia Balduzzi, Matteo Giuseppe Balduzzi, Ignazio Benzoni, Giacomo Romano Bergamini, Marina Rosina Bertuletti, Egidio Bigoni, Giacomina Natalina Bigoni, Eugenio Brasi, Iole Bronzato, Andrea Calegari, Natale Mario Ferri, Matteo Andrea Giudici, Modesta Giudici, Andrea Gonella, Antonio Legrenzi, Giuseppina Maria Legrenzi, Vincenzo Mariano Legrenzi, Giovanni Carlo Locatelli, Pierina Luiselli, Agostino Pedretti, Guerina Vittoria Percassi, Bortolo Petrogalli, Alessandro Alberto Pezzoli, Giuseppe Rigamonti, Giuditta Savoldelli e Giovanni Maria Scandella, gli alpini Antonio Francesco Calegari, Santo Giudici, Alberto Maffeis, Andrea Alessandro Percassi, Cesare Scandella e Giacomo Scandella, gli artiglieri Giovanni Battista Crotti, Abele Ranza e Luigi Giovanni Savoldelli, il carrista Angelo Giudici e il fante Bonaventura Trussardi.

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