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Gheppio in gabbia nel giardino di casa, cinquantenne nei guai

Un cinquantenne di Brembate è finito nei guai per perché deteneva senza autorizzazione un esemplare di gheppio (falco tinnunculus). L’uomo è stato deferito alla Procura di Bergamo per il reato di furto venatorio. L’operazione fa parte di alcuni interventi effettuati nei giorni scorsi dai carabinieri forestali in provincia di Bergamo.

Il Nucleo Cites Bergamo è intervenuto a Brembate in seguito a una segnalazione qualificata circa la probabile detenzione illecita di un falco. I carabinieri forestali hanno accertato che il cinquantenne deteneva, senza alcuna autorizzazione, il gheppio all’ interno di una gabbia posta nel giardino di proprietà. Il rapace, in buone condizioni di salute, è stato sequestrato e subito affidato al più vicino centro recupero animali selvatici (l’Oasi Wwf Valpredina). Sono in corso accertamenti per capire le modalità con le quali l’indagato è entrato in possesso dell’animale.

In Italia il Gheppio è uniformemente distribuito dall’arco alpino fino alle estreme latitudini meridionali della Penisola. Nidifica in rocce, alberi, edifici, a qualunque altezza superiore al metro. Si nutre di roditori, grossi insetti, lucertole e piccoli uccelli. Per la sua tutela è importante mantenere paesaggi agricoli non intensivi ed in ambito urbano (e rurale, ove la specie nidifica presso edifici o altri manufatti), tutelare i siti di nidificazione quando sono effettuati interventi di restauro o altri lavori su edifici.

Più in generale, i carabinieri ricordano che la fauna selvatica è protetta e ne è vietata la detenzione. «L’ eventuale recupero di animali selvatici deve essere finalizzato esclusivamente al ritorno alla vita in natura ed è per questo sempre meglio contattare le autorità locali prima di improvvisare un intervento. Quando ci si imbatte in un animale selvatico che appare ferito o in difficoltà bisogna evitare di avvicinarsi subito; meglio restare a debita distanza e osservare la situazione da lontano per capire se ci sono effettivamente difficoltà e per valutare se e come intervenire. Si dovrebbe intervenire solo quando gli animali sono feriti, sanguinanti, tremanti, particolarmente deboli o, nel caso degli uccelli, con ali rotte oppure che siano esposti a pericoli evidenti come, ad esempio, il traffico veicolare o l’eccessiva frequentazione di una zona. Improvvisare un intervento, anche in buona fede, potrebbe essere deleterio. In tutti i casi dubbi, meglio rivolgersi ad un Centro recupero animali selvatici».

Nel Comune di Paladina invece, il Nucleo Carabinieri Forestale di Curno è intervenuto in conseguenza di uno sfratto immobiliare dove, il cittadino “sfrattato”, era anche detentore di 30 uccelli d’ allevamento (canarino, passero del Giappone ecc..) regolarmente detenuti in 18 gabbie ed in buone condizioni di salute. I militari del reparto Forestale si sono efficacemente attivati individuando un provvisorio custode in grado di garantirne idonee condizioni di detenzione.

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