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“Eccellente dipintor”: Alzano celebra il colore ritrovato di Giambettino Cignaroli

In occasione della presentazione del restauro di alcune opere conservate presso il Museo d’Arte Sacra San Martino di Alzano Lombardo, viene allestita la mostra “Eccellente dipintor”. Il colore ritrovato di Giambettino Cignaroli dedicata all’artista protagonista di rilievo nel panorama della pittura veneta di metà del Settecento.

L’allestimento si incentra sul confronto fra due importanti opere di Cignaroli, ambedue raffiguranti il Transito di Giuseppe, (una proveniente dalla Basilica di San Martino ad Alzano e l’altra dal Duomo di Chiari) supportato dai relativi studi preparatori e da un bozzetto. I dipinti raffiguranti Sant’Agata e Santa Maria Maddalena, tele laterali della cappella alzanese, e una Madonna col Bambino, completeranno l’esposizione. È proprio con l’obiettivo di contribuire alla sua meritata rivalutazione che il Museo d’Arte Sacra San Martino di Alzano Lombardo organizza, la mostra “Eccellente dipintor”. Il colore ritrovato di Giambettino Cignaroli che si protrarrà fino alla fine del mese di settembre, presso il Salone d’Onore di Palazzo Pelliccioli, l’edificio seicentesco ospitante il museo.

«Siamo particolarmente fieri di essere riusciti nell’iniziativa – riferisce il professor Riccardo Panigada, conservatore del Museo e curatore della mostra – che offre la possibilità di far conoscere un artista di rilievo, del quale il Museo ha l’onore di conservare alcuni capolavori». «La mostra – continua Panigada – è stata realizzata con il contributo di Angelo Loda, e vede la collaborazione dell’Associazione Amici di San Martino e il patrocinio del Comune di Alzano Lombardo». Il percorso si incentra sul confronto fra due importanti opere di Cignaroli, entrambe raffiguranti il Transito di Giuseppe, tema assai caro all’epoca in cui visse il pittore: si tratta della tela proveniente dalla Cappella di San Giuseppe nella Basilica di San Martino ad Alzano e di quella del Duomo dei Santi Faustino e Giovita a Chiari. Le opere risalgono al 1759-1760, quindi alla piena maturità artistica del pittore veronese.

Sarà possibile anche rileggere la genesi delle due opere ed approfondirne la comparazione attraverso i due studi realizzati dal Cignaroli e provenienti dal corpus dei suoi disegni custoditi presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, nonché del ritrovato bozzetto, oggi conservato in collezione privata. I dipinti raffiguranti Sant’Agata e Santa Maria Maddalena, tele laterali della cappella alzanese, e una Madonna col Bambino, già appartenuta ai conti Albani e oggi al Luogo Pio Colleoni di Bergamo, completeranno l’esposizione.

«Le tre grandi tele alzanesi esposte in mostra – conclude Panigada – sono state recentemente restaurate dal laboratorio di Fabiana Maurizio grazie al sostegno di Fondazione Credito Bergamasco, da lungo tempo a fianco della Basilica e del Museo nelle attività espositive e di recupero e che ha inserito gli interventi nell’ambito del suo pluriennale progetto “Grandi Restauri”. Il lavoro ha consentito di evidenziare l’altissima qualità pittorica e la raffinata stesura e scelta cromatica, tanto care a Cignaroli».

L’allestimento offrirà inoltre allo spettatore la possibilità di un’esperienza unica, attraverso una lettura ravvicinata e dettagliata delle singole opere esposte, comunemente non possibile vista la loro abituale collocazione. Durante tutto il periodo della mostra, sono previste visite guidate dedicate oltre ad una mirata attività didattica per le scuole. Un catalogo, con contributi di vari autori, oltre a presentare le varie tele esposte, getterà infine nuova luce sulla significativa presenza delle opere dell’artista veronese nel territorio bergamasco e bresciano e approfondirà le tematiche relative alla rilettura della figura di San Giuseppe nell’arte figurativa del Settecento.

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