Nuova vita per la villa dei Padri Barnabiti a Gandellino. Dopo essere stata prima fabbrica di bambole, poi di bottoni, infine casa vacanze, ora c’è l’ambizione di farne un centro polifunzionale a servizio dell’Alta Val Seriana. Questo, infatti, è l’obiettivo dell’Amministrazione comunale che ha deciso di acquisire l’intero complesso. Il via libera è arrivato nell’ultima seduta di Consiglio. Un’operazione da 700 mila euro.
La villa, con il suo parco, si trova nel centro di Gandellino, a poca distanza dal municipio. «Quest’area ha avuto nel corso degli anni un ruolo molto importante per Gandellino e per tutta l’Alta Valle – racconta la sindaca Flora Fiorina -. Prima ospitava una fabbrica di bambole, poi è stata una fabbrica di bottoni e successivamente per moltissimi anni è diventata un luogo di incontro degli “apostolini”, i ragazzi che frequentavano i seminari dei Padri Barnabiti. In seguito, la villa è diventata una casa vacanze. Siamo arrivati ad avere più di 150 turisti provenienti da vari Paesi, anche inglesi e cinesi, nell’ambito di progetti per chi voleva imparare l’italiano».
Da tre anni la villa è chiusa. Il Comune di Gandellino ha avviato un dialogo con i Padri Barnabiti per procedere all’acquisto. Già nel 2022 il Consiglio comunale aveva approvato un atto di indirizzo. «Non eravamo però riusciti a concludere l’operazione per dei problemi di natura tecnica, che poi sono stati risolti», aggiunge la prima cittadina. Per il Comune l’investimento è di 700 mila euro. «Il complesso vale molto di più, ma i Padri Barnabiti ci sono venuti incontro nel comune obiettivo di rivalorizzare questa struttura. L’operazione viene finanziata con un mutuo. L’importo della rata sarà intorno ai 24.500 euro semestrali. Abbiamo preso tutti gli accorgimenti necessari e siamo perfettamente in grado di affrontare questo impegno economico».
Quanto alla destinazione futura, l’idea del Comune è fare della villa e del suo parco «un polo di rilancio del territorio e per la creazione di posti di lavoro», precisa Flora Fiorina. «Non solo per Gandellino, ma a disposizione di tutti i comuni dell’Alta Valle. Anche perché le dimensioni sono rilevanti: 18 mila metri cubi con più di 10 mila metri quadrati di superficie a verde». L’obiettivo è riconvertire gli spazi per «funzioni di tipo sociale, aggregativo, abitative, assistenziali, educative e anche sanitarie».
Ora ci sarà da definire il percorso e costruire la formula adeguata per portarlo a termine.



















