Un’interrogazione parlamentare in merito alla frana del 5 aprile 2023 ad Ardesio. L’ha presentata il deputato della Lega Fabrizio Cecchetti soprattutto per mettere in evidenza i disagi ancora irrisolti per le persone colpite e chiedere conto dei risarcimenti. L’interrogazione è stata presentata al Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso e al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Il deputato della Lega parte da una premessa che racconta quanto avvenuto più di due anni fa: «Una valanga d’acqua si è abbattuta all’improvviso alle prime luci dell’alba sull’abitato di Ardesio in Val Seriana a causa della rottura di una condotta di adduzione dell’Enel Green Power, afferente alla vicina Centrale di Ludrigno, in provincia di Bergamo». L’interrogazione evidenzia inoltre che «la fuoriuscita di 15 mila metri cubi di acqua dalla condotta e la conseguente frana ha provocato l’isolamento di tre frazioni dell’abitato di Ardesio – Cerete, Pizzol e Staletti – con un bilancio di 6 persone sfollate e altre 71 isolate nelle frazioni a monte della frana. Si sono registrati notevoli danni di inagibilità alle abitazioni provocati dalla frana, e la chiusura della strada provinciale 49, fino al ponte di Ludrigno».
«La Regione Lombardia – scrive ancora Cecchetti – si è attivata tempestivamente attraverso la centrale operativa per contenere i danni e dare sostegno alle famiglie evacuate. Enel da subito ha confermato la piena disponibilità a coprire i costi del ripristino dei luoghi e a risarcire adeguatamente le persone danneggiate, anche facendosi carico degli oneri per le valutazioni statiche necessarie per l’agibilità degli edifici, dichiarati inagibili dai vigili del fuoco. Inoltre, Enel ha dichiarato che avrebbe provveduto al ristoro integrale dei danni accertati alle abitazioni e alle proprietà».
Solo che, si legge ancora nell’interrogazione, «a distanza di due anni dall’evento, ad Ardesio, in alta Valle Seriana, non tutti gli attesi risarcimenti sono arrivati e gli effetti del disastro sono tuttora lamentati dai cittadini: le strade, le villette, i giardini, i cancelli, i garage, i prati sembrerebbero ancora segnati dall’esplosione della condotta. Risultano tuttora case ancora non abitabili che attendono risarcimenti dall’Enel e i cittadini interessati si dichiarano sui media disponibili a risolvere le controversie in via bonaria, nonostante le cause civili e penali pendenti».
L’interrogazione termina chiedendo se i ministri, «indipendentemente dall’esito delle cause in corso, intendano adottare iniziative di competenza, anche attraverso l’Ispra, per controllare il ripristino dei luoghi e della stabilità dei pendii, e per accelerare eventuali interlocuzioni con l’Enel, al fine di alleviare i disagi delle famiglie interessate che stentano a tornare alla normalità della vita».


















