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Sostegno ai caregiver: rinnovato l’accordo a Bergamo

È stato firmato alla sede dell’Agenzia di tutela della salute di Bergamo il rinnovo dell’accordo per il sostegno ai caregiver per il triennio 2025-2027. Alla firma erano presenti gli assessori regionali Elena Lucchini (Famiglia e Solidarietà sociale) e Paolo Franco (Casa e Housing sociale). L’accordo è stato promosso dall’Agenzia di tutela della salute (Ats di Bergamo in collaborazione con Regione Lombardia, le Aziende socio sanitarie territoriali (Asst) Papa Giovanni XXIII, Bergamo Est, Bergamo Ovest e i 14 Ambiti territoriali sociali della provincia.

In Lombardia si stima che ci siano oltre un milione e 300mila caregiver, ovvero persone che si prendono cura di familiari non autosufficienti. Nella sola provincia di Bergamo, un’analisi condotta su oltre 1.200 caregiver ha tracciato un profilo preciso: sono per il 75% donne, nel 50% dei casi si tratta di figli che assistono i genitori anziani, e l’età media più frequente è tra i 55 e i 59 anni.

I bisogni principali espressi da queste persone sono chiari: l’11,4% chiede di essere sollevato dal carico di cura, altrettanti hanno bisogno di orientamento tra i servizi disponibili o dell’attivazione di servizi specifici. Seguono le richieste di sostegno psicologico (9,2%) e aiuto economico (7,8%).

Dal 2023 sono operative in provincia di Bergamo 14 équipe specializzate, composte da professionisti di diverse discipline, che lavorano all’interno delle Case di Comunità. Questi team dedicano oltre 188 ore settimanali all’ascolto, al sostegno e all’orientamento delle famiglie.

Nel 2024 è stato lanciato anche il portale caregiverbergamo.it, che ha registrato 20mila accessi unici e 5.600 download di materiali informativi. Grazie alla collaborazione tra le équipe e 95 enti del territorio, sono stati organizzati 134 eventi, raggiungendo circa 8mila caregiver.

Il direttore generale dell’Ats di Bergamo, Massimo Giupponi, ha sottolineato come il progetto abbia dimostrato la sua efficacia anche dal punto di vista economico. Uno studio condotto con l’Università di Bergamo ha calcolato che ogni euro investito ha generato 1,84 euro di valore sociale per la comunità. «Vogliamo che questo progetto si riproduca», ha sottolineato Giupponi, spiegando che l’investimento della Regione Lombardia è stato pensato proprio per trasferire l’esperienza bergamasca a tutto il territorio regionale.

La Regione Lombardia ha aumentato significativamente gli investimenti per il sostegno alle persone fragili: dai 13 milioni del 2023 si è passati a 60 milioni nel 2024. Il progetto bergamasco, che ha coinvolto circa 100 enti diversi, rappresenta ora un modello da estendere a tutta la Lombardia e, in futuro, potenzialmente all’intero territorio nazionale.

Il progetto ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale: il premio europeo “Workforce Support” agli European Social Services Awards 2024, che conferma la validità dell’approccio basato sull’alleanza tra enti pubblici, organizzazioni del terzo settore e cittadini.

L’iniziativa è nata durante la pandemia Covid, nel maggio 2020. Mentre si organizzavano i test sierologici, si decise di mappare anche le persone fragili del territorio, creando quello che venne chiamato “anagrafe della fragilità”. Incrociando i dati sociali forniti dai Comuni, si riuscì ad avviare un monitoraggio che ha fornito le basi per sostenere concretamente i caregiver.

Il progetto si inserisce nel quadro della legge regionale 23 del 2022, che riconosce ufficialmente la figura del caregiver familiare, stabilendo che non esistono diritti solo per le persone fragili, ma anche per chi se ne prende cura quotidianamente.

«Oggi consolidiamo un modello di rete e prossimità, capace di valorizzare il ruolo fondamentale dei caregiver familiari e di offrire loro un supporto concreto – ha dichiarato l’assessore regionale bergamasco Paolo Franco –. Le équipe rappresentano uno strumento operativo essenziale per costruire un sistema integrato tra sociale e sanitario, vicino alle persone e capace di rispondere ai bisogni reali del territorio».

Paolo Franco ha voluto testimoniare il pieno sostegno della Regione. «Regione Lombardia continuerà a sostenere queste progettualità – ha concluso Franco – perché siamo convinti che una comunità forte è una comunità che si prende cura, mettendo al centro le relazioni, la dignità e la qualità della vita delle persone».

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