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Clusone, meno cemento e più residenti nella variante al Pgt

Più residenti, meno cemento nella variante generale al Piano di governo del territorio adottata dal Consiglio Comunale di Clusone. Un adeguamento della pianificazione urbanistica per attrarre nuovi abitanti, salvaguardare il territorio e rilanciare l’economia locale. Con una riduzione del 38% nel consumo di suolo, il Comune supera gli obiettivi provinciali e scommette sulla rigenerazione urbana.

«Sebbene si tratti di una variante e non di un nuovo piano, abbiamo introdotto numerose novità, opportunità e incentivazioni, anche attraverso norme molto innovative, in linea con l’urbanistica contemporanea – spiega il sindaco Massimo Morstabilini -. Non è un piano ex novo, ma contiene molti elementi che puntano a incentivare l’arrivo di nuovi abitanti, contrastando così lo spopolamento, e a sostenere il commercio locale, la ricettività turistica, le attività produttive e il mantenimento dei servizi. Si è fatto insomma un lavoro complessivo, con l’obiettivo di dare nuovo slancio al governo del territorio del nostro Comune».

Anzitutto, la variante recepisce due normative chiave degli ultimi anni: la Legge 31 del 2014 sul consumo di suolo e la Legge 18 del 2019 sulla rigenerazione urbana. «Per quanto riguarda il consumo di suolo, in provincia di Bergamo l’obbligo era di ridurre del 25% gli ambiti di trasformazione previsti nel documento di piano – aggiunge il sindaco di Clusone -. Con questa variante siamo andati oltre, risparmiando il 38% di nuovo suolo. Il motivo principale è che molti ambiti di trasformazione previsti nel Pgt vigente non sono mai stati attuati. Con la nuova variante abbiamo inserito strumenti e ambiti che possono trovare effettiva attuazione, raggiungendo così una riduzione significativa».

Tre gli ambiti che vengono attivati, spiega ancora Morstabilini: «In viale Europa per quanto riguarda il residenziale, un piano attuativo in via Moroni, sempre residenziale, e uno strumento “pronto all’uso”: un permesso di costruire convenzionato in ambito produttivo, nelle vicinanze dell’area del supermercato Lidl, sul prato antistante. Questo intervento permetterà di edificare circa settemila metri quadri di superficie produttiva, senza necessità di ulteriori passaggi in Consiglio comunale».

Per quanto riguarda la rigenerazione urbana, sono state individuate 16 aree da recuperare attraverso incentivazioni, semplificazioni burocratiche e procedurali. Incentivi non solo economici, ma anche in termini di diritti edificatori. «L’obiettivo è, come previsto dalla normativa, facilitare il recupero di queste aree dismesse. Un concetto chiave introdotto è l’indifferenza delle destinazioni d’uso: su tutto il territorio comunale sarà possibile applicare questo principio».

A livello residenziale, il sindaco evidenzia che «tra programmi integrati d’intervento già approvati e quelli inseriti nel Piano delle regole, la variante prevede una capacità potenziale di accoglienza per 860 nuovi abitanti. Ma non ci si limita al nuovo: sono state previste agevolazioni anche per gli interventi sull’esistente, con aumenti volumetrici e diritti edificatori aggiuntivi. Sono state introdotte norme specifiche per attrarre nuovi residenti e agevolare il recupero del patrimonio edilizio».

Ma ci sono anche soluzioni specifiche per alcuni settori e comparti strategici. «Per il commercio locale, in particolare quello del centro storico, abbiamo compiuto un passo significativo: lo abbiamo riconosciuto come servizio civico. Si tratta di un cambiamento epocale, accompagnato da norme che facilitano l’insediamento di nuove attività commerciali. Sono previsti anche incentivi alla ricettività, al turismo, e norme speciali per la Casa dell’Orfano, la stazione dei bus e altri ambiti strategici», conclude Morstabilini.

La variante al Piano di governo del territorio è stata approvata con il voto a favore della maggioranza (Lista civica “Clusone al Massimo”). Il gruppo di minoranza del “Centrodestra per Clusone” ha votato contro.

Il consigliere Paolo Olini, a nome del gruppo, ha anzitutto evidenziato i tempi del procedimento, avviato nel 2021. Ha chiesto perché «ci siano voluti così tanti anni e quali siano state le difficoltà incontrate per portare in aula una variante che, secondo noi, non presenta elementi particolarmente critici». Olini ha inoltre chiesto perché, vista l’importanza dello strumento urbanistico, non sia stato coinvolto tutto il Consiglio comunale, magari attraverso una commissione ad hoc.

In merito ai tempi del procedimento, il sindaco ha precisato: «C’è stato un intero processo di Valutazione ambientale strategica che ha richiesto approfondimenti. Elaborare un ambito, un piano, è un’operazione complessa; e una variante generale lo è altrettanto». Per quanto riguarda il coinvolgimento della minoranza, ha aggiunto Morstabilini, «abbiamo organizzato un incontro dedicato al Pgt, alla fine del 2024, proprio in quest’aula. In quell’occasione è stato illustrato il documento e distribuita una prima traccia. Avevamo poi chiesto nei giorni successivi una vostra visione sul tema delle aree produttive. Da quel momento, però, non sono più pervenuti contributi».

L’adozione è solo un primo passaggio. Si apre ora il periodo per la presentazione delle osservazioni, al termine del quale la variante tornerà in Consiglio per l’approvazione definitiva.

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