Anche Fratelli d’Italia è al lavoro per individuare una modifica alla normativa e al regolamento regionale n. 4 del 2022 che vieta di tenere i defunti nelle chiese prima dei funerali. Lo annunciano i consiglieri regionali bergamaschi Pietro Macconi, Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi. I tre esponenti di FdI dicono di «condividere le preoccupazioni espresse da sindaci, parroci e cittadini, in particolare nei piccoli comuni e nei territori montani, dove il legame con le tradizioni è da sempre un elemento di coesione della comunità». Per questo motivo sostengono di essere impegnati per una modifica alla normativa che «consenta l’esposizione dei defunti nelle chiese, in condizioni igienico-sanitarie adeguate e nel pieno rispetto delle disposizioni di legge».
Dopo la Lega (leggi qui), quindi, un altro partito della maggioranza di centrodestra in Regione si esprime a favore di una revisione.
«Questa vicenda – sottolineano i tre consiglieri – tocca corde delicate per le nostre comunità: non si tratta solo di un problema tecnico, ma di una questione profondamente culturale e sociale. La possibilità di salutare i propri cari anche in luoghi di culto, come da tradizione, è per molti cittadini un gesto di rispetto e di fede. È doveroso trovare una soluzione che concili buonsenso, tradizione e regole sanitarie».
I consiglieri bergamaschi di Fratelli d’Italia sostengono di essere al lavoro per «una proposta concreta e rispettosa delle normative nazionali, che tenga conto anche del servizio che viene offerto dalle case funerarie presenti sul nostro territorio e degli investimenti effettuati in questi anni, ma che contemporaneamente si ponga il tema della anti-economicità di realizzare tali strutture in territori poco densamente abitati».
L’obiettivo di Fratelli d’Italia è «garantire che la dignità del commiato non venga compromessa per nessuno, soprattutto in quei territori dove l’accesso ad altre strutture non è possibile, anche a causa della distanza e della conformazione morfologica delle Valli».
«In diversi comuni di montagna non esistono strutture alternative come case funerarie facilmente accessibili – affermano Macconi, Mazzoleni e Schiavi -. Con sindaci e parroci stiamo dialogando da tempo in merito a questo disagio, che va affrontato con responsabilità. Serve una norma chiara, che non lasci soli gli amministratori locali e consenta loro di rispondere ai bisogni della popolazione” concludono i tre consiglieri».

















