Un evento alla scoperta del legno nelle sue particolarità fisiche e artistiche, il tutto immersi nel contesto dal quale il legno nasce: la natura. Impronte Naturali è il nome dell’iniziativa andata in scena per la prima volta al Parco Servalli di Albino lo scorso weekend (da venerdì 18 a domenica 20 luglio) organizzata dall’associazione Arte sul Serio con il patrocinio del Comune di Albino e il contributo di Regione Lombardia tramite il bando Lombardia Style 2025.
L’evento, inserito nella rassegna “Le Valli del Legno” promossa da Promoserio, ha raccolto in tre giorni centinaia di visitatori che hanno potuto assistere a spettacoli, workshop, esperienze laboratoriali e conoscere alcune realtà del territorio per riscoprire il legno nella tradizione locale.
«Una bellissima esperienza poter organizzare un evento dedicato al legno proprio in mezzo alla natura di Parco Servalli – ha sottolineato Simona Brena, consigliera di Arte sul Serio –. Abbiamo allestito diversi spazi espositivi con artisti che si occupano di intarsi e realizzano opere con materiali di recupero, abbiamo avuto musica tradizionale e non solo. Ci sono state anche piccole esperienze come arteterapia e la foresta immersiva, pensate sia per gli adulti sia per i più piccoli».
Per i bambini sono stati organizzati laboratori creativi e spettacoli con i burattini a cura di Virginio Baccanelli, burattinaio le cui creazioni in legno intagliato e lavorato a mano sono protagoniste della rassegna di spettacoli “Legno Vivo”, con appuntamenti estivi in tutta la Val Seriana.
Una delle iniziative di maggior interesse è stata poi la collaborazione tra quattro artisti intagliatori del legno che hanno realizzato ciascuno una panchina tematizzata con una le quattro stagioni, poi posizionate in pianta stabile all’interno di Parco Servalli.
«Ciascuno ha lavorato alla propria idea – ha spiegato l’artista Paolo Pasini – il risultato è caratteristico e siamo felici di aver contribuito con la nostra arte a impreziosire questo parco che ci ha ospitato. È stato anche un bel momento di confronto per noi che proveniamo da zone diverse d’Italia e svolgiamo lo stesso lavoro pur con influenze e stili diversi».
Erano infine presenti anche alcune associazioni del territorio tra cui il Museo etnografico della Torre di Comenduno e i Castanicoltori del Misma, in una collaborazione pensata per ripercorrere la tradizione delle scandole in legno di castagno. Anticamente in aree difficili da raggiungere e dove scarseggiava la fornitura di tegole e coppi in argilla, i tetti delle costruzioni venivano realizzati in legno di castagno, con caratteristiche che lo rendevano particolarmente resistente all’acqua e durevole nel tempo. Il legno veniva infatti tagliato e lavorato per costruire le scandole, pezzi simili a tegole e poi uniti a formare un tetto per abitazioni e costruzioni.

















