Con l’intensificarsi del traffico estivo lungo le strade della provincia di Bergamo, la Prefettura ha convocato una riunione allargata del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Hanno partecipato le forze di polizia, i gestori della rete viaria, i rappresentanti della Provincia e del Comune di Bergamo. L’obiettivo era rafforzare le strategie per la sicurezza stradale.
Dall’incontro è emerso un dato allarmante: è in aumento il numero degli incidenti stradali, in particolare quelli mortali. A essere maggiormente colpita è la viabilità ordinaria, con gravi conseguenze soprattutto per le categorie più vulnerabili: pedoni, ciclisti e motociclisti.
Come richiesto dalla circolare del Ministero dell’Interno del 29 luglio scorso, sono stati individuati i comportamenti più pericolosi: al primo posto, la guida in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Ma tra le cause d’incidentalità restano centrali anche la distrazione al volante e i sorpassi azzardati, che saranno oggetto di attenzione nei servizi di controllo.
Prosegue, intanto, il monitoraggio per individuare i tratti stradali più a rischio. Su questa base sarà aggiornato il decreto prefettizio che autorizza l’uso degli autovelox senza obbligo di contestazione immediata. Confermato il ruolo della Polizia stradale sulla rete autostradale e sulle principali arterie extraurbane, mentre alle Polizie locali spetterà la vigilanza nei centri abitati. A breve una circolare in merito sarà inviata a tutti i sindaci della provincia.
Le società concessionarie – Anas, Autostrade e Brebemi – hanno illustrato la programmazione degli interventi infrastrutturali in corso, garantendo la massima attenzione nella gestione dei cantieri. In caso di criticità, sarà fondamentale una comunicazione tempestiva per coordinare al meglio gli interventi.
Infine, nelle prossime riunioni dell’Osservatorio per la sicurezza stradale si farà il punto sulle iniziative avviate, o da avviare, nelle scuole, anche con il coinvolgimento delle associazioni locali. Un fronte su cui il prefetto Luca Rotondi ha insistito con forza, ricordando l’importanza non solo dell’educazione stradale in aula, ma anche del coinvolgimento diretto dei ragazzi nei meccanismi decisionali.
«Accanto alla partecipazione a laboratori scolastici e progetti che riguardano l’educazione stradale, occorre dare ai ragazzi la possibilità di osservare le dinamiche degli organismi che presiedono al controllo della sicurezza stradale e al coordinamento, al fine di conoscere meglio il fenomeno dell’incidentalità e le sue cause ed appropriarsi delle regole e dei comportamenti che sostanziano la guida sicura», ha detto il prefetto. In quest’ottica, sarà possibile prevedere la partecipazione degli studenti anche alle riunioni dell’Osservatorio.


















