È calato il sipario su “Lo Spirito del Pianeta”. Per il 2025, il festival dei popoli indigeni si è sdoppiato: una prima tappa a Casirate d’Adda, poi il ritorno in Val Seriana, a Piario dopo due anni a Clusone. Dal 25 luglio al 10 agosto il grande prato vicino all’azienda agricola “Ol Pera” si è riempito di musiche, colori, sapori, tradizioni da tutto il mondo. Oltre 400 appuntamenti hanno caratterizzato i 16 giorni di festival.
Per Ivano Carcano, organizzatore e direttore artistico dell’evento, la parola che riassume la doppia edizione 2025 è una sola: «Grazie. A tutti coloro che hanno permesso a Casirate e poi in questa valle di cui siamo tutti innamorati: io per primo, ma anche tutti i gruppi che sono qui. Le popolazioni del festival si sono talmente affezionate a questo luogo da considerarlo quasi una seconda casa, per me, da bergamasco e indigeno locale, è motivo di grande orgoglio».
«Un grazie alla Comunità montana, alle amministrazioni, alle persone che sono venute a sistemare la strada, ai ragazzi e alla madre della cascina de Ol Pera, che ha fatto l’impossibile per aiutarci in ogni modo. È commovente incontrare persone che vivono ancora della terra, ma trovano sempre un momento per dare una mano. Voglio ringraziarle profondamente, come ringrazio chiunque ci abbia dato anche il più piccolo aiuto».
La serata finale del festival, come da tradizione, ha portato sul palco tutti i gruppi per uno spettacolo davvero unico, sintesi del percorso fatto lungo tutto l’evento. «Siamo riusciti a creare un angolo di paradiso, di benessere, di equilibrio – aggiunge Ivano Carcano -. Speriamo che questi piccoli semi possano germogliare, così da rendere sempre più rare le tragedie che oggi purtroppo vediamo quotidianamente. Credo che ogni essere umano lo meriti: vivere in equilibrio, nella cultura, nella tradizione, e tornare finalmente a essere un’unica cosa. Gli esseri umani sono un’unica cosa, con le loro specificità e caratteristiche: è questo il bello del pianeta».
















