Si è svolto in Alta Val Seriana l’incontro nazionale di Slow Mays, occasione di confronto tra produttori e agricoltori dedicata alla tutela della biodiversità e alla trasmissione delle tradizioni alle nuove generazioni. Tema dell’edizione: “Fino all’ultimo seme – non un agricoltore di meno”. Tavoli tecnici con esperti hanno approfondito strategie per salvaguardare varietà autoctone di mais e garantire sostenibilità economica agli agricoltori custodi. Momento simbolico, il passaggio di pannocchie da tutta Italia a due giovani del territorio, segno di continuità. L’evento, ospitato anche nell’ambito del festival “Lo Spirito del Pianeta”, ha visto la partecipazione di delegazioni da tutta Italia e un videomessaggio di Carlo Petrini di Slow Food. Tra i protagonisti, la Comunità del Mais Spinato di Gandino, l’associazione Rosso Mais di Rovetta e il Mais delle Fiorine di Clusone. L’edizione 2026 si terrà ad Arcevia, nelle Marche, patria del Mais Ottofile di Roccacontrada.
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