A Pradalunga sono i giorni la Festa della Comunità, in programma fino ad oggi e organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con le numerose associazioni del territorio. L’appuntamento, nato nel 2021, ha raggiunto la sua quarta edizione e si arricchisce quest’anno con un ricco palinsesto di iniziative, che spaziano dalle conferenze alle attività laboratoriali per i più piccoli, passando per spettacoli teatrali, cene con intrattenimenti musicali e tornei sportivi. In una parola: quattro giorni di aggregazione e comunità.
Tra le realtà impegnate attivamente si ricordano: le Parrocchie e gli Oratori di Pradalunga e Cornale, il circolo Acli, il Centro Sociale, i gruppi Alpini di Pradalunga e Cornale, il gruppo bandistico, il gruppo della Resistenza Leggera, la Protezione Civile Avpc, la scuola materna e l’associazione culturale “La Pradalunga”.
Quest’ultima ha organizzato l’iniziativa che ha dato ufficialmente il via alla festa: la conferenza dal titolo Pratalonga o Predalonga? Storia del Comune di Pradalunga a cura dell’archivista Franco Nicefori, presidente dell’associazione culturale “La Pradalunga”.
«Il tema principale della conferenza riguarda la storia del nome Pradalunga – ha raccontato Nicefori – attraverso una serie di documenti storici, abbiamo cercato di ricostruire prima la storia del nome per poi contestualizzare anche la storia del paese e della sua comunità. Sul nome di Pradalunga ci sono due tesi principali, argomento di dibattito della conferenza: una tesi più classica secondo cui il nome deriverebbe direttamente dal latino Prata Longa (lunghi prati), mentre una tesi che considera l’influenza dialettale dell’Italia del Nord, partendo dal nome Preda Longa (lunga pietra), che rimanda alla storia secolare della lavorazione delle pietre coti che avveniva qui».
Ricostruendo la storia del paese anche attraverso le pietre che nel primo Novecento ne fecero la fortuna economica, la location della conferenza non poteva che essere il Laboratorio delle pietre coti collegato all’omonimo Museo: uno spazio che l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Natalina Valoti ha recentemente riaperto e sta cercando di valorizzare attraverso varie iniziative culturali.
«Questo luogo di storia del paese è diventato il fulcro della nostra vita amministrativa – ha sottolineato la sindaca – ci auguriamo che possa diventare in futuro un centro culturale da cui parta una riscoperta della memoria e delle tradizioni. Cominciare da qui le diverse iniziative della Festa della Comunità è sicuramente significativo, perché rappresenta l’origine e le radici del nostro paese che si unisce in questi giorni di festa».
Contemporaneamente alla conferenza, nel vicino Museo si è svolto un laboratorio per i più piccoli alla riscoperta del mercato delle pietre coti in tutto il mondo, realizzato in collaborazione con le insegnanti della scuola dell’infanzia.

















