Sono quattro le persone arrestate per l’aggressione con accoltellamento nel pomeriggio di domenica 1 marzo a Ranzanico: sono tre cittadini albanesi e un italiano, i primi finiti in manette per rissa aggravata, l’ultimo per tentato omicidio. Uno dei tre stranieri arrestati era finito in ospedale con ferite da arma da taglio. Entrambi sono stati dimessi, l’albanese dal Papa Giovanni di Bergamo e l’italiano dall’Humanitas Gavazzeni di Bergamo con lesioni non gravi.
Sono quindi scattati i primi provvedimenti dopo le indagini dei Carabinieri di Clusone, nell’ambito dell’inchiesta aperta dal pubblico ministero Antonio Mele. La pista seguita è quella del regolamento di conti nel mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti. Il grave episodio era avvenuto intorno alle 15,30 nella zona del residence “La Filanda”, lungo la strada statale. Un gruppo di italiani e uno di albanesi si erano affrontati fino a che non era esplosa una violenta lite, al culmine della quale un 27enne albanese è stato ferito a coltellate. È stato portato in ospedale a Lovere dai compagni, caricandolo sulla loro auto. Per sfuggire alla loro vendetta, uno degli aggressori, l’italiano poi arrestato con l’accusa di tentato omicidio, si era gettato nelle acque del lago di Endine. Nella zona dell’accoltellamento sono state trovate alcune dosi di cocaina, gettate prima che arrivassero i carabinieri.
Quanto avvenuto a Ranzanico, messo in fila con altri episodi, a partire dalla sparatoria di inizio dicembre a Solto Collina, a pochi chilometri di distanza, accende i riflettori sulla diffusione di droga, che spesso rimane sottotraccia fino a quando esplode con il suo carico di violenza. Sulla situazione che si è venuta a creare nell’ultimo periodo nella zona del residence “La Filanda” era subito intervenuto anche il sindaco di Ranzanico, Angelo Pizzighini, tra i primi a giungere sul posto insieme ai Carabinieri coordinati dal comandante della Compagnia di Clusone, capitano Maurizio Guadalupi, alle ambulanze della Croce Blu di Lovere e della Croce Rossa di Trescore, oltre all’automedica del 118 e ai Vigili del fuoco volontari di Lovere.
Proprio il sindaco aveva chiesto maggiori controlli nella zona, teatro di spaccio di droga e di episodi di malaffare. Il Comune, che dispone di un solo agente della polizia locale, poco può fare se non intensificare controlli e prevenzione. Tra le azioni, il potenziamento della videosorveglianza che si è rivelata utile nel fornire elementi agli inquirenti per ricostruire quanto successo domenica. Fino ai quattro arresti, uno dei quali appunto, l’italiano, con l’accusa di tentato omicidio, che potrebbero preludere a ulteriori misure nello sviluppo delle indagini.

















