Nel pomeriggio di sabato (4 ottobre) ad Alzano Lombardo è tornato a splendere uno dei tesori più preziosi del paese, rimasto a lungo dimenticato: la Cappella dell’Incoronazione di Maria nella Villa Belvedere, affettuosamente conosciuta dagli alzanesi come il Belvedì e oggi sede della Fondazione Giusi Pesenti Calvi.
L’edificio è stato restituito alla comunità dopo un lungo e attento intervento di restauro, con una cerimonia ufficiale e l’apertura al pubblico. Alla Messa iniziale, celebrata dal parroco don Filippo Todeschini, è seguito il taglio del nastro alla presenza delle autorità civili. Tra i presenti, in particolare, la presidente della Fondazione, Mariangela Carlessi, e il sindaco di Alzano, Camillo Bertocchi. L’evento ha rappresentato un momento di grande valore simbolico e culturale, non solo per la città, ma anche per la memoria del dottor Giusi Pesenti Calvi, di cui ricorre quest’anno il centenario dalla nascita.
Il restauro, mirato a recuperare e valorizzare gli elementi originari della cappella, ha riportato alla luce dettagli artistici di straordinaria finezza. In particolare, la pala d’altare raffigurante l’Incoronazione della Vergine Maria, tornata a mostrare i suoi colori originari. Sono stati inoltre recuperati gli arredi liturgici, il piccolo organo settecentesco e i dipinti che decorano la cupola. Particolare attenzione è stata dedicata anche al recupero della volta di copertura, realizzata con la tecnica dell’incannicciato e oggi rinforzata con elementi in acciaio.
L’intervento ha coinvolto professionisti di alto livello: oltre alla progettazione dell’architetto Carlessi, presidente della Fondazione, anche l’ingegnere Davide Pini e l’architetto Antonio Sansonetti del CNR di Milano, che ha eseguito le analisi scientifiche.
«Il progetto è stato lungo e ha richiesto grande impegno – ha sottolineato Mariangela Carlessi – fin da quando la nostra fondazione si è insediata, nel 2021, abbiamo notato che le condizioni della cappella erano particolarmente critiche, specialmente nel soffitto e nella volta di copertura. Siamo molto orgogliosi di questo restauro che ha anche permesso di far emergere aspetti e decorazioni che ancora non conoscevamo. Tra i progetti a cui la Fondazione sta lavorando c’è anche una pubblicazione per descrivere come è stato svolto il restauro e, più in generale, raccontare la storia del Belvedere per valorizzarlo ulteriormente».
Con la conclusione dei lavori e la riapertura al pubblico, la cappella del Belvedere si conferma così un punto di riferimento per la storia e la devozione di Alzano, oltre che un piccolo scrigno d’arte rinato nel cuore del paese.

















