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Clusone, festa in piazza con il Mais delle Fiorine

Cresce il progetto di recupero del mais locale delle Fiorine di Clusone. Dopo dodici anni è il momento di far festa. Venerdì 24 e sabato 25 ottobre sono in programma due appuntamenti per conoscere da vicino questa varietà, da poco iscritta all’anagrafe nazionale dell’agro-biodiversità e vicina a ottenere il marchio De.Co. (Denominazione comunale d’origine).

«Dopo dodici anni di sforzo, di lavoro, di entusiasmo, di progettualità e di collaborazione, ricevuta e richiesta a molte persone, siamo arrivati al dunque, al frutto — spiega Andrea Messa, dell’associazione Grani Asta del Serio e Mais locale delle Fiorine —. Mi piace fare un parallelo tra questi dodici anni e la pianta di mais che, alla dodicesima foglia, mette quella che chiamiamo pannocchia, ma che in realtà è la spiga, il frutto. E quindi, venerdì sera e sabato mattina, faremo festa: la festa del Mais delle Fiorine».

Venerdì si comincia con un convegno, in programma alle 20.30 nella sala Legrenzi di vicolo Caio. «Sarà presentato l’iter di questi dodici anni di lavoro e di recupero. Un incontro aperto a tutti», aggiunge Andrea Messa. Dopo i saluti delle autorità, sono previsti gli interventi “Caratterizzazione e valorizzazione di una preziosa risorsa del territorio” a cura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’economia agraria (Crea) di Bergamo (Carlotta Balconi, Rita Redaelli, Alessio Torri); “Qualificazione e iscrizione del mais locale delle Fiorine all’anagrafe nazionale dell’agro-biodiversità” con l’Università di Milano e il polo Unimont di Edolo (Luca Giupponi); “Le origini della collezione di mais italiani: dal 1954 al mais delle Fiorine” con Andrea Brandolini; “Storia di un lento recupero” a cura dell’associazione Grani Asta del Serio.

Sabato 25, dalle 10 alle 12.30, una grande festa con il granoturco protagonista in piazza Orologio. «Tutti invitati a scoprire che cos’è il mais delle Fiorine, a toccarlo con mano, a vedere come si coltiva, si sgrana, si raccoglie, si essicca e si macina — prosegue Andrea Messa —. Il tutto culminerà in una grande polenta preparata dagli Alpini e offerta in degustazione da Turismo Pro Clusone, insieme a formaggella e salame, prodotti assolutamente locali. Aspettiamo tutti: i bambini riceveranno una maglietta e saranno coinvolti direttamente nel toccare e manipolare i vari processi e prodotti».

E c’è anche chi il mais locale delle Fiorine lo coltiva. Nelle scorse settimane Antonio Gonella ha curato il raccolto in un terreno vicino al Parco del Castello, ai piedi del Monte Polenta. «Non avevo previsto tanta fatica nel raccogliere tutta questa quantità di pannocchie, anche se poi il campo è stato gestito un po’ come un self service dai passanti. Ma siamo contenti che qualcuno abbia voluto condividere una pannocchia, anche solo mettendola sul poggiolo ad asciugare», racconta con un sorriso.

Gonella sottolinea il valore collettivo dell’esperienza: «È un’esperienza bellissima, quella di questo gruppo di dodici persone coordinate da Andrea Messa: c’è comunità d’intenti, solidarietà e partecipazione. Da solo non avrei potuto raccogliere tutto, perché le pannocchie le abbiamo raccolte a mano. Ma non si tratta solo della raccolta: dobbiamo fare i mazzi, farli seccare, portarli a molitura. Tra poco mangeremo anche la polenta e la metteremo in distribuzione. È un’esperienza che va oltre il prodotto».

Dopo l’iscrizione all’albo della biodiversità, il prossimo obiettivo è la denominazione di origine comunale. «È la conclusione di un percorso con una parte burocratica importante, che garantisce a chi troverà e gusterà la farina di sapere cosa sta acquistando. Dovremo stabilire come e quando metterla in commercio, ma sarà chiaro che, dentro quel sacchetto, c’è il mais VA33 delle Fiorine».

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