Va alla memoria di una persona che non c’è più il “Burlapom d’oro” 2025. Emilio Rota se n’è andato da pochi mesi, ma ha lasciato un segno profondo a Premolo. Tanto che la Libera associazione dei Burlapom ha voluto ricordarlo con il riconoscimento che ogni anno assegna “a chi si dona con gioia”. A ritirarlo sono stati i familiari, durante una piccola cerimonia nell’ambito della Festa patronale di Sant’Andrea.
Emilio Rota fu sindaco di Premolo dal 2009 al 2014, ma l’esperienza da primo cittadino rappresentò solo uno dei tanti modi con cui, durante la sua vita, si dedicò agli altri. Uomo schivo, generoso, di poche parole e molti fatti, sin da giovane. Nato a Premolo il 13 luglio 1956, dal 1961 trascorse infanzia e adolescenza a Omegna, in Piemonte, dove la famiglia si era trasferita per lavoro.
C’è un episodio di quegli anni che descrive Emilio più di tante parole. Lo ha ricordato Silvia Bossetti, segretaria dell’associazione Burlapom, leggendo le motivazioni del riconoscimento: «Aveva 11 anni quando si trovava con altri bambini sulla piazzetta fuori dall’oratorio, vicino al Nigoglia, emissario del lago d’Orta». Uno dei bambini cadde in acqua ed «Emilio, senza esitare un attimo, si tuffò riuscendo ad afferrarlo». Lo portò in salvo, nonostante non sapesse nuotare. L’episodio venne riportato anche sul giornale locale e la madre conservò l’articolo. «Quando Emilio lo seppe, intimò alla mamma di non mostrarlo a nessuno», si legge ancora nella motivazione.
Nel 1975 la famiglia rientrò a Premolo. Dopo il diploma da ragioniere, Emilio Rota lavorò per l’azienda sanitaria locale e, nel tempo libero, si dedicò alla comunità nel sociale, nello sport, nell’amministrazione comunale e in parrocchia. «Nel 1994, insieme ad alcuni amici, fondò la Libera associazione dei Burlapom e da allora ne fu uno dei pilastri incrollabili; anche nei momenti più difficili continuò con determinazione, senza mai abbattersi, anzi sollecitandoci a continuare. Ha sostenuto con convinzione gli ideali della nostra associazione, promuovendo attività e iniziative per migliorare il benessere della comunità e prestando attenzione ai bisogni delle singole persone. Abbiamo condiviso anni di collaborazione, tra soddisfazioni e difficoltà, momenti di allegria e momenti tristi. Emilio era capace di risollevarsi e di infondere sempre coraggio e voglia di continuare».
«I dolorosi lutti che lo hanno colpito e la malattia degli ultimi anni non hanno fermato questa sua energia, la voglia di continuare e di rinascere ogni volta con tenacia e coraggio». Emilio Rota si è spento nel marzo 2025. Nelle motivazioni, l’associazione ha voluto inserire anche alcune parole «che riassumono le sue qualità e ciò che è stato: amore, lavoro, onestà, impegno, forza e semplicità».
A nome dei familiari, ha parlato il figlio Matteo: «C’è grande bisogno di persone disposte a dedicare tempo agli altri, come ha fatto lui. Sono sempre meno coloro che si impegnano in questo senso, e questa carenza rende tutto più difficile anche per chi continua. Se ciascuno contribuisse anche solo con un piccolo gesto, il carico sarebbe più equamente distribuito e più sostenibile per tutti. Anche perché la soddisfazione personale che deriva dal dedicare tempo agli altri è immensa».
Alla cerimonia, oltre al presidente dei Burlapom Claudio Arizzi, erano presenti anche il sindaco Omar Seghezzi e il parroco don Denis Castelli. «Un plauso enorme va all’associazione Burlapom per tutto ciò che fa per il nostro paese e non solo – ha detto Seghezzi –. Emilio era uno dei fondatori e un esponente di spicco: ringrazio voi Burlapom che continuate a onorarne la memoria attraverso le numerose attività per la nostra comunità. Credo sia il modo migliore per guardare al futuro».
Il parroco ha aggiunto: «C’è una gioia che nessuno potrà toglierci: il ricordo delle persone care. Chi ci è stato accanto rimane dentro di noi. Cerchiamo di portare avanti l’esempio che Emilio ha dato alla nostra comunità, custodendo nel cuore la sua presenza, che può diventare una gioia interiore e uno stimolo a continuare ciò che lui ha fatto con entusiasmo».

















