Le emergenze in ambiente montano sono state al centro di un momento di confronto tra tutti gli operatori del settore, dall’Areu-Agenzia regionale emergenza urgenza al Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, agli ospedali del territorio, agli esperti del settore.
Obiettivo: mettere a fattore comune le migliori pratiche operative, condividere protocolli, algoritmi e modelli organizzativi per essere sempre più preparati ad affrontare emergenze complesse. Il convegno dal titolo “Il paziente ipotermico e la valanga: gli algoritmi EBM, la realtà tecnico-operativa, la rete delle strutture di soccorso e trattamento, i principi bioetici”, si è svolto sabato 10 gennaio nell’auditorium “Parenzan” dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra sistema sanitario, elisoccorso e Soccorso alpino proprio per rafforzare la collaborazione e valorizzare un approccio integrato alla gestione delle emergenze in ambiente montano.
Il convegno è stato organizzato da HEMS Association in collaborazione con Dolomiti Emergency, Soccorso alpino e speleologico Lombardo e Veneto, EURAC Research e Società Italiana di Medicina di Montagna, con il patrocinio di ASST Niguarda, ASST Papa Giovanni XXIII e Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza della Lombardia-Areu.
Al tavolo dei relatori si sono alternati, tra gli altri, i direttori generali di ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Niguarda e AREU – Francesco Locati, Alberto Zoli e Massimo Lombardo – insieme al direttore dell’Elisoccorso AREU Angelo Giupponi, al direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza dell’ASST Papa Giovanni XXIII Luca Lorini, al responsabile della Terapia intensiva cardiochirurgica Lorenzo Grazioli, al presidente del Soccorso Alpino lombardo Marco Astori e al direttore generale Marco Salmoiraghi, del presidente del CNSAS veneto, Giuseppe Zandegiacomo, dei responsabili dei 118 di Lombardia, Veneto e Piemonte, del presidente della Società Italiana di Medicina di Montagna, Giacomo Strapazzon, del presidente della Consulta Nazionale di Bioetica, Maurizio Mori, e del nivologo Fabiano Monti
Ha dichiarato il direttore generale di AREU, Massimo Lombardo: “A pochi giorni dall’avvio delle Olimpiadi di Milano-Cortina questo convegno rappresenta un’occasione concreta per confrontarci su temi che accomunano tutte le realtà che operano lungo l’arco alpino, anche oltre il versante italiano. Il suo valore sta nella possibilità di mettere a fattore comune modalità di intervento in scenari particolarmente complessi, come quelli legati alle valanghe, condividendo protocolli e algoritmi e rafforzando una visione sempre più unitaria del soccorso. La collaborazione con il Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico è da tempo strutturale e quotidiana non solo nelle attività di elisoccorso, ma anche in vista dell’impegno congiunto che vedrà il Soccorso Alpino parte integrante delle équipe operative nelle Venue Olimpiche”.
Il convegno ha confermato l’importanza di un approccio integrato e multidisciplinare nella gestione delle emergenze in ambiente montano, fondato sulla collaborazione tra istituzioni sanitarie, elisoccorso, Soccorso Alpino e mondo della ricerca. La condivisione delle esperienze, delle evidenze scientifiche e delle migliori pratiche operative rappresenta un elemento essenziale per rafforzare la capacità di risposta del sistema di emergenza-urgenza, in un’ottica di miglioramento continuo e di tutela della sicurezza delle persone, anche in vista delle grandi sfide che attendono i territori alpini nei prossimi anni.

















