“Cercate nei limiti del possibile, ragazzi, di rifiutare questo clima generale di disprezzo e di costruire, a partire dai vostri ambienti, una situazione migliore. Ci si indigni ancora del fatto che che si possano dire certe cose che sono inaccettabili, prima di tutto da un punto di vista umano e poi politico”.
È stato accorato l’appello che il giornalista Andrea Valesini ha rivolto nei giorni scorsi agli studenti di alcune classi dell’Istituto scolastico superiore “Andrea Fantoni” di Clusone. Lo spunto è stato l’incontro a cui l’inviato e caporedattore de L’Eco di Bergamo è stato invitato per parlare della guerra in Ucraina. Un racconto in prima persona di Andrea Valesini, che è un profondo conoscitore della situazione internazionale. Un’esperienza che sta condividendo in diversi appuntamenti pubblici anche in alta Valle Seriana.
A cominciare proprio dalla conversazione che venerdì 9 gennaio al mattino il reporter ha avuto con gli studenti dell’Istituto “Fantoni” di Clusone. Alcune ore di racconto della sua esperienza da cronista, con alle spalle una ventina di viaggi in Ucraina durante i quali ha visitato molti luoghi e incontrato tantissime persone. Da qui la sua definizione della “guerra come forma più ampia contro l’umanità” e anche come “forma di violenza più impunita”.
È stato al termine della lunga riflessione che Andrea Valesini si è rivolto direttamente ai ragazzi con una richiesta accorata ai giovani studenti. “Vi faccio questo invito – ha detto il giornalista – poiché siete la generazione che poi prenderà in mano i diversi ambiti di gestione della società, se non direttamente il mondo. Ognuno sarà chiamato a fare la sua parte ed è per questo che vi chiedo di non cadere in questo clima di rassegnazione e di cinismo. Il mondo cambia se c’è anche la spinta dal basso. Se c’è invece una rassegnazione a come il mondo è e a ‘ognuno salvi sé stesso’, la situazione non può che essere molto pericolosa”.
Ecco allora che il relatore ha chiesto agli studenti del “Fantoni” di “affermate sempre ciò in cui credete”. Ha aggiunto: “Se è buono e utile per tutti, va difeso. Non c’è soltanto un problema di governanti, ma anche di governati. Perché, per esempio, sono saltate tutte le ipocrisie: il linguaggio che utilizzava la politica non c’è più, perché prima alcune cose un politico non poteva neppure dirle in pubblico. Oggi ne senti di tutti i colori, affermazioni da parte di leader che ti lasciano impressionato. Ma lo fanno perché sanno che c’è una parte di opinione pubblica che vuole sentirsi dire queste cose. Basta andare sui social o guardare la televisione per ascoltare gli adulti e, a volte, restare sconcertati”.
Il prossimo incontro che Andrea Valesini terrà in alta Valle Seriana sarà aperto a tutti: martedì 13 gennaio nella sala Museale della parrocchia di Rovetta alle 20,45. La serata a partecipazione libera su “Disinformazione e propaganda in tempo di guerra” è in apertura della rassegna “Crash – Molte fedi nei territori” su iniziativa del Circolo Alta Valle Seriana delle Acli.
















