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Quando gli ottoni diventano racconto: il Mousiké Brass Quintet tra anno vecchio e anno nuovo

Dopo oltre tre decenni di attività, il Mousiké Brass Quintet mantiene vivo l’entusiasmo e continua a macinare chilometri e concerti. Il bilancio della stagione 2025 racconta di un percorso fatto di duro lavoro e studio: 19 concerti distribuiti tra primavera e fine dicembre, attraversando sette province e quattro regioni italiane. Un’attività che si traduce in oltre 2.600 chilometri percorsi per portare la musica degli ottoni in contesti e pubblici sempre diversi: dalle sale concertistiche ai teatri, fino alle esibizioni del periodo natalizio che hanno chiuso un anno intenso.

Il quintetto, nato nel 1992 dall’iniziativa di musicisti bergamaschi, ha costruito negli anni una cifra riconoscibile: un suono capace di valorizzare la musica degli ottoni ben oltre il repertorio di nicchia. La formazione attuale vede Roberto Maffeis e Alessio La Chioma (tromba e flicorno), Damiano Servalli (corno), Adamo Carrara (trombone) e Giacomo Bernardi (tuba). Tre dei musicisti sono presenti fin dagli inizi, mentre gli innesti più recenti hanno portato nuove energie senza alterare l’identità del gruppo, un equilibrio ottenuto attraverso metodo, ascolto reciproco e una routine fatta di prove, dettagli e rifiniture.

La versatilità è uno dei punti di forza del Mousiké: i programmi spaziano dalla musica barocca e classica alle colonne sonore, dai repertori popolari alla musica sacra e da cerimonia, fino alla tradizione natalizia. Una scelta pensata per parlare a pubblici diversi mantenendo sempre la qualità musicale. Dietro ogni esibizione c’è un lavoro che non si vede: ore di studio personale e d’assieme per costruire intesa, dinamiche, respiri comuni e quella capacità di comunicare musicalmente che distingue un vero ensemble da un semplice gruppo di musicisti.

Negli ultimi anni il quintetto ha valorizzato anche l’aspetto narrativo dei propri spettacoli. Per i concerti a tema si è avvalso della collaborazione di due attori: Francesco Maffeis, che ha curato i testi, e Giulia Bombardieri, che ha affiancato l’ensemble portando in scena parola, ritmo e interpretazione. Un contributo che ha reso alcuni programmi ancora più coinvolgenti e accessibili, trasformando il concerto in un’esperienza completa. In questo solco si inserisce anche Arepo, format che nasce dalla narrazione: testi recitati e filo conduttore guidano l’ascolto e fanno da cornice ai brani, così che la musica degli ottoni diventi parte di un racconto unico.

La scelta dei programmi racconta la direzione artistica del gruppo: da un lato i titoli capaci di coinvolgere trasversalmente, come le serate dedicate al cinema e alle colonne sonore; dall’altro i concerti tematici e narrativi, dove la musica diventa racconto e il pubblico viene accompagnato dentro un percorso. Il riscontro della stagione si misura nell’attenzione e nella partecipazione del pubblico in sala, segnale che la strada intrapresa continua a funzionare.

Il 2026 promette di partire con il piede giusto: sono già in calendario due appuntamenti ravvicinati, il 12 febbraio al Modernissimo di Nembro e il 14 febbraio all’interno della stagione lirico-concertistica 2025-2026 del teatro Magnani di Fidenza, nell’ambito dei Pomeriggi musicali (ridotto teatro Magnani, ore 17). Un avvio che conferma la continuità del progetto e la volontà di crescere, stagione dopo stagione, con lo stesso metodo: duro lavoro, studio e musica d’insieme.

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