È stato un bagno di folla ad accogliere, domenica 22 febbraio davanti al municipio di Castione della Presolana, in piazza Roma, la medaglia d’argento dello ski cross alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, Federico Tomasoni. La sindaca Samantha Tagliaferri, la giunta e i consiglieri comunali, l’europarlamentare Lara Magoni, il presidente della Comunità montana Giampiero Calegari e gli altri sindaci della zona, la banda musicale e le associazioni del paese insieme ai tantissimi accorsi all’appuntamento sono scoppiati in un’ovazione quando, poco prima delle 19, il campione è arrivato direttamente da Livigno. Una piccola parentesi in famiglia, prima di ripartire per gli impegni agonistici internazionali.
Un enorme calore ha accompagnato la cerimonia davanti al monumento ai Caduti, con le note dell’Inno d’Italia intonato dal Complesso musicale Presolana diretto dal maestro Luca Bonaldi e cantato da tutti i presenti, che ha accompagnato l’alzabandiera da parte del Gruppo Alpini. E poi il racconto delle emozioni vissute ai Giochi olimpici, gli abbracci alla mamma e al papà e, consegnati i riconoscimenti ufficiali, il video dell’impresa che ha scolpito il nome di Federico Tomasoni nella storia di Castione della Presolana e non soltanto. Quei secondi interminabili ed entusiasmanti tra le gobbe, le paraboliche e i dossi dello snowpark di Livigno e, nell’entusiasmo generale e la commozione dello stesso protagonista sul palco, il meraviglioso finale che nessuno aveva osato immaginare e che sa dell’incredibile: prima Simone Deromedis e subito dietro l’ancora incredulo Federico Tomasoni. Un finale al fotofinish, che decreta però il sorpasso sul filo di lana ai danni dello svizzero Alex Fiva.
Tutti pazzi per lui, il ventottenne cresciuto ai piedi della Presolana, che ha vissuto in mondovisione la gara della vita nel giorno in cui contava. Un argento o, meglio, “un argentone dal pecorone” (“pecore”, “pegher” in dialetto, è il soprannome tradizionale degli abitanti di Bratto), come recita in queste ore uno degli striscioni nelle vie di Castione. Ma in verità è una medaglia di un materiale ancora più prezioso, che corona un anno difficile per Federico Tomasoni. Dall’addio all’amata fidanzata, Matilde Lorenzi, promessa dello sci alpino morta a causa di un incidente in allenamento in Val Senales. Un anno culminato nel sogno del podio, radioso come il sole che porta sul casco e che ricorda la sciatrice insieme alla fondazione a lei dedicata.
Incredibile, ma vero: su sessanta presenze nel massimo circuito, per Tomasoni mai un successo se non il bronzo nella prova a squadre a Bakuriani 2023 in coppia con Jole Galli. Fino a Livigno, con tutta Castione e non soltanto a fare il tifo per lui e a spingerlo fino sul secondo gradino del podio. Fino al grande abbraccio della piazza che non vorrebbe lasciarlo più e continua a scandire a squarciagola “Fe-de-ri-co, Fe-de-ri-co, Fe-de-ri-co”.
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