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Intelligenza Artificiale e nuove professioni: incontro dell’Università a Bratto

Si parlerà di “Intelligenza artificiale: nuove professioni e mansioni robotizzate”, martedì 10 febbraio all’Hotel Milano di Bratto, su iniziativa del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bergamo, diretto dal professor Gianmaria Martini. Il Comune di Castione della Presolana e l’Associazione culturale Il Testimone sostengono l’iniziativa.

Spiega Giovanna Bigoni, del testimone: “Non sarà una conferenza sull’AI in astratto, ma un’occasione rara per capire — con dati alla mano — cosa sta già succedendo al lavoro, all’economia e alla formazione. Si alterneranno tre relatori di Unibg: le professoresse Alessandra Bonfiglioli e Annamaria Bianchi e il professor Stefano Coniglio”.

Bonfiglioli, economista del lavoro, ha appena pubblicato una ricerca internazionale su vent’anni di dati statunitensi: il risultato è netto. L’adozione dell’Intelligenza Artificiale ha già ridotto l’occupazione in molte mansioni, soprattutto nei profili junior e nei lavori standardizzabili, mentre ha favorito chi possiede competenze avanzate in ambito scientifico, tecnologico e decisionale. Non siamo quindi davanti a un cambiamento futuro, ma a una ricomposizione concreta del lavoro in atto, che rischia di aumentare le disuguaglianze se non viene governata.

Ed è proprio qui che entra in gioco l’università, che da questo anno accademico offre un nuovo corso di laurea: Analisi dei dati, Economia e Tecnologie Digitali. È un corso che nasce da una constatazione precisa: oggi il problema non è avere dati, ma saperli trasformare in conoscenza affidabile per prendere decisioni economiche, pubbliche e sociali. Questo percorso forma studenti capaci di passare dal dato grezzo — spesso enorme, disordinato, opaco — a modelli interpretabili, robusti, utili per capire fenomeni reali: i comportamenti dei consumatori, la mobilità urbana, i mercati, le politiche pubbliche. E lo fa integrando informatica, statistica ed economia, ma anche riflessione etica: perché gli algoritmi non sono neutrali, e chi li progetta deve sapere che tipo di società sta contribuendo a costruire.

Un altro elemento distintivo del corso è il suo impianto laboratoriale: project work su dati reali, collaborazione con imprese e istituzioni, tirocini, uso avanzato dei linguaggi di programmazione e dei modelli statistici. Non è una formazione astratta: è una preparazione diretta alle professioni oggi più richieste, dalla consulenza strategica alla pubblica amministrazione, dalle aziende industriali ai servizi avanzati.

L’incontro di Bratto, aperto a tutti e con inizio alle 18,30, nasce proprio dall’idea che l’università debba uscire dai campus e portare nei territori non slogan tecnologici, ma conoscenza fondata su ricerca, capace di orientare cittadini, imprese, scuole e amministratori di fronte a un cambiamento che non è reversibile, ma può essere guidato. Per questo, saranno presenti amministratori e interlocutori politici, ma anche la dirigente Guglielmina Candida dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Andrea Fantoni”, che a sua volta offre, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, il corso di liceo scientifico delle scienze applicate con opzione intelligenza artificiale. Perché il territorio, i giovani, le imprese che operano in alta Valle Seriana abbiano una risorsa in più per stare al passo dell’evoluzione tecnologica ed economica.

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