Emozione, orgoglio e una partecipazione popolare straordinaria nel pomeriggio di sabato 21 febbraio a “Selvino Paese Olimpico”, l’evento realizzato dall’assessorato a Sport e Turismo del Comune di Selvino, in collaborazione con lo Sci Club Selvino Toni Morandi, che ha trasformato la piazza del Comune in un palcoscenico di storia olimpica.
A partire dalle 16.30, davanti a una piazza gremita e commossa, otto delle più grandi protagoniste dello sci alpino italiano si sono riunite per celebrare un patrimonio sportivo che non ha eguali: quello di una piccola comunità montana che ha saputo dare al mondo due medaglie olimpiche d’oro e una generazione di atlete entrate nell’immaginario collettivo dello sport italiano. Sul palco si sono succedute le campionesse della leggendaria Valanga Rosa, vale a dire Claudia Giordani, Daniela Zini, Maria Rosa Quario, Piera Macchi e Wanda Bieler, aprendo una finestra su una stagione irripetibile dello sci italiano: gli anni Settanta e Ottanta in cui la squadra femminile scalò le classifiche mondiali con talento, carattere e un’identità di squadra capace di lasciare un segno permanente nella storia della disciplina.
Alle campionesse è stato dedicato uno spazio di racconto e di memoria, in un alternarsi di ricordi personali, aneddoti inediti e riflessioni su un’epoca che ha ispirato generazioni di sportivi. Il palco si è riempito, creando un colpo d’occhio di rara intensità, con le campionesse sedute fianco a fianco come a restituire, simbolicamente, la compattezza di quella squadra straordinaria. Tre momenti hanno segnato il culmine emotivo del pomeriggio. L’arrivo sul palco di Lara Magoni, selvinese, tre Olimpiadi in carriera, argento mondiale a Sestriere 1997, oggi Europarlamentare, ha restituito alla comunità uno dei suoi simboli più autentici, capace di incarnare il valore dello sport come scuola di vita, prima ancora che di vittorie.
Deborah Compagnoni, prima atleta nella storia a conquistare la medaglia d’oro in tre diverse edizioni dei Giochi Olimpici Invernali (Albertville 1992, Lillehammer 1994, Nagano 1998) e protagonista appena due settimane fa dell’accensione del braciere olimpico di Milano Cortina 2026 all’Arco della Pace di Milano insieme ad Alberto Tomba, ha ripercorso le tappe di una carriera leggendaria, rinnovando il suo legame profondo con lo Sci Club Selvino, club sotto il cui nome conquistò la medaglia di Albertville.
A chiudere la serata, Paola Magoni: nata a Selvino il 14 settembre 1964, prima sciatrice italiana a conquistare l’oro olimpico femminile nello sci alpino, trionfatrice nello slalom speciale a Sarajevo il 17 febbraio 1984. Il suo ingresso sul palco ha scatenato la reazione più calorosa di un pubblico che in lei riconosce non soltanto una campionessa, ma una figlia di questa terra. La sua presenza ha acquisito un significato ancora più profondo alla luce della missione istituzionale compiuta nelle settimane precedenti: all’inizio di febbraio, il Comune di Selvino aveva raggiunto Sarajevo insieme a Paola Magoni per celebrare i quarantadue anni dall’oro olimpico del 1984, creando un ideale ponte verso i Giochi di Milano Cortina 2026.
Uno dei momenti di maggiore intensità della serata è stato il commosso omaggio a Toni Morandi, allenatore storico dello Sci Club Selvino e figura centrale nella formazione di alcune delle più grandi campionesse dello sci azzurro. Attraverso un video dedicato e i ricordi condivisi sul palco dalle protagoniste, Selvino ha voluto rendere giustizia a un uomo che ha contribuito in modo determinante a costruire l’identità olimpica di questa comunità, e la cui eredità continua a vivere nel nome stesso dello Sci Club che oggi porta il suo nome. “Selvino Paese Olimpico” ha rinnovato e amplificato la consapevolezza di un primato che appartiene a tutta la comunità selvinese: lo Sci Club Selvino è l’unico al mondo ad aver conquistato due medaglie olimpiche, entrambe d’oro, con Paola Magoni a Sarajevo 1984 e con Deborah Compagnoni ad Albertville 1992. Un risultato che non nasce dal caso, ma da una cultura sportiva profonda, da una tradizione di lavoro e dedizione, e da un territorio che ha saputo riconoscere e sostenere il talento delle proprie figlie.
«Questo pomeriggio ha dimostrato che Selvino non è soltanto un paese con una storia olimpica straordinaria: è una comunità che quella storia la sente propria, la custodisce e la celebra con orgoglio autentico» ha dichiarato l’assessore allo Sport e al Turismo Angelo Bertocchi, promotore e conduttore dell’evento. «Vedere queste campionesse insieme, in questa piazza, davanti alla nostra gente, è stato un privilegio e una responsabilità. Lo sport — quello vero, quello che nasce dalla montagna, dalla fatica quotidiana e dall’amore per i propri colori — trova in Selvino una casa che non smette di riconoscerlo e celebrarlo.»
Promosso sotto il segno di “Sport e Turismo: binomio vincente”, l’evento ha confermato la vocazione di Selvino a essere non soltanto una destinazione turistica di pregio, ma un luogo dove la memoria sportiva è patrimonio vivo, capace di unire generazioni, alimentare identità e proiettare il territorio verso il futuro. In un momento in cui la Lombardia e l’Italia intera vivono l’emozione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Selvino ha scelto di fare la propria parte: non come spettatrice, ma come protagonista consapevole di una storia olimpica che ha pochi eguali nel mondo.
















