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Minacce ed estorsione ai genitori di Gorle: arrestato

Negli ultimi giorni, i Carabinieri della Compagnia di Bergamo hanno portato a termine due distinte operazioni che confermano la costante attenzione dell’Arma nel contrasto ai reati contro la persona, con particolare riferimento alla violenza domestica e di genere, nonché alla gestione tempestiva delle situazioni riconducibili al cosiddetto “codice rosso”.

La mattina di venerdì 17 aprile, a Stezzano, i militari della locale Stazione hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo nei confronti di un 47enne, residente ad Azzano San Paolo, disoccupato e già gravato da precedenti penali. Questo dopo una prolungata e grave situazione di vessazioni ai danni dei genitori, entrambi 77enni, pensionati, residenti a Gorle. Le indagini, sviluppate dai Carabinieri della Tenenza di Seriate, hanno permesso di ricostruire un quadro di reiterate condotte estorsive e minacciose poste in essere dall’indagato fin dal luglio 2025. L’uomo avrebbe sottoposto i genitori a continue richieste di denaro, accompagnate da minacce di morte, insulti e atti intimidatori, arrivando a pretendere somme comprese tra i 2.500 e i 4.000 euro mensili. In più occasioni avrebbe danneggiato beni di famiglia, tra cui un’auto colpita con calci e pugni e, in un episodio particolarmente grave, avrebbe mostrato un coltello durante una lite. Il Pubblico ministero della Procura della Repubblica di Bergamo, ravvisando il concreto pericolo di reiterazione dei reati e l’escalation della violenza, ha quindi chiesto la misura cautelare più afflittiva, poi disposta dal Gip. L’uomo è ora nella Casa Circondariale di Bergamo.

 

Un arresto anche ad Adrara San Martino

Nella stessa giornata i Carabinieri della Stazione di Sarnico hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 57enne residente ad Adrara San Martino, disoccupato, anch’egli con precedenti. Il provvedimento trae origine da una denuncia presentata dalla moglie, 34enne di origine brasiliana, casalinga, che riguardava anche le condotte poste in essere nei confronti del figlio minore di 9 anni. L’uomo, a partire dal dicembre 2025, avrebbe posto in essere reiterati episodi di maltrattamenti, minacce di morte, insulti e aggressioni fisiche nei confronti della moglie, spesso alla presenza del figlio. Le condotte, aggravate dall’abuso di alcol e da una condizione personale segnata da problemi di salute, si sono intensificate, culminando in episodi di violenza fisica con lesioni refertate e in gravi minacce rivolte anche al minore. La donna era stata anche costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso, riportando lesioni giudicate guaribili 7 giorni. La vittima è stata collocata, con il supporto dei Carabinieri e dei servizi territoriali, in una struttura protetta, attivata tramite il centro antiviolenza. Su richiesta della Procura della Repubblica di Bergamo, informata tempestivamente, il Gip ha disposto l’applicazione della misura cautelare in carcere, ritenuta necessaria per interrompere una condotta violenta abituale e prevenire ulteriori conseguenze.

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