Un grido di allarme rivolto ai genitori di bambini e adolescenti sull’uso di smartphone e tablet : “Sono un danno, il bambino ha bisogno di un adulto che sia in ascolto, che lo guardi in una relazione vera, profonda e completa. Invece spesso la presenza degli schermi fa divergere gli sguardi, non promuove un ascolto attento ed efficace e rende anche i corpi di bambini e adulti lontani”.
A parlare è Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, tra i più autorevoli esperti italiani sui temi dell’educazione, della crescita dei figli, della prevenzione in adolescenza e del rapporto tra giovani e nuove tecnologie. Pellai è stato ospite del Rotary Città di Clusone proprio per parlare di “Custodi digitali”, il programma messo a punto per il benessere digitale e che su iniziativa del sodalizio guidato da Alessandro Valoti nei giorni scorsi ha coinvolto diversi paesi della Valle Seriana e della Valle di Scalve.
Sull’impatto degli schermi digitali nella fascia 0-6 anni hanno infatti parlato anche gli esperti Marco Grollo e Alice Di Leva in Comunità montana a Vilminore di Scalve, nella sala museale di Rovetta e nella sala civica “Donatori di Sangue” di Gazzaniga, mentre un incontro online ha visto Simone Lanza trattare il tema “Come gli schermi digitali modificano attenzione e linguaggio”. Attività che hanno coinvolto i due Ambiti territoriali dell’Alta Valle Seriana e Valle di Scalve e della Valle Seriana.
Pellai invece ha incontrato i soci Rotary e un nutrito gruppo di autorità e ospiti in una riuscita conviviale all’Hotel Garden di Fino del Monte, durante la quale ha ribadito: “‘Custodi digitali’ è un programma di prevenzione dell’impatto del mondo digitale sull’età evolutiva e in particolare sul mondo dei più piccoli, da 0 a 6 anni. Nasce originariamente per rendere il pediatra una figura chiave rispetto alla consulenza educativa della famiglia in cui nasce un bambino: fin dai primi giorni di vita occorre avere un’attenzione a che ruolo viene dato agli schermi, perché nel momento in cui sono accesi deviano lo sguardo, l’attenzione, la concentrazione e impattano in maniera molto forte sulla relazione tra adulto e bambino. ‘Custodi digitali’ è stato poi esteso al mondo degli specialisti educatori, in modo che le famiglie vengano raggiunte da messaggi congruenti e coerenti. Tutto questo per permettere a bambine e bambini di diventare grandi in un mondo che non li invada e li pervada con l’offerta digitale”.
Con un’ultima raccomandazione rivolta in modo accorato dall’esperto: “Questo è un tempo davvero fertile – ha concluso Alberto Pellai – e generativo per riguardare quello che abbiamo lasciato accadere negli ultimi 15 anni. Lo dico da specialista, ma lo dico anche da genitore di quattro figli che sono nati proprio all’interno della Generazione Z. La generazione dei nostri figli è stata la cavia di una enorme trasformazione del modello di stare al mondo di cui noi non capivamo, non sapevamo, non potevamo prevedere gli effetti indesiderati e collaterali. Oggi questo lavoro di prevenzione che si sta cercando di promuovere soprattutto nel tempo dello 0-6 serve ai nuovi genitori affinché non commettano gli stessi errori che inconsapevolmente abbiamo compiuto noi genitori della Generazione Z. Ora sappiamo molte cose perché i nostri figli della Generazione Z hanno prodotto dati clinici, comportamentali e di neuroscienze e ci hanno fatto vedere che va veramente invertita la rotta”.

















