Notizie

Inaugurati i restauri della chiesa parrocchiale di Cerete Alto

Con una Messa presieduta dal Vicario generale della Diocesi di Bergamo, monsignor Davide Pelucchi, la mattina di domenica 3 maggio sono stati inaugurati i restauri della chiesa di Cerete Alto. Si è trattato di un intervento che ha comportato una spesa di 375 mila euro, di cui 200 mila finanziati grazie a una donazione della Fondazione “Ferri Loppi” di Cerete, 75 mila da donazioni, offerte e fondi della parrocchia, con 13 mila euro di contributo da parte della Fondazione Comunità Bergamasca. per il resto della somma continua la mobilitazione di parrocchiani e non solo.

Insieme a monsignor Pelucchi hanno concelebrato il parroco, don Stefano Ubbiali, il suo predecessore, don Sergio Alcaini, e il coadiutore, don Pietro Milesi. Presente la sindaca Cinzia Locatelli e altri componenti dell’Amministrazione comunale, la Messa è stata accompagnata dalla corale diretta dal maestro Gianlorenzo Benzoni, con all’organo la maestra Nicoletta Benzoni.

Dopo il pranzo comunitario al centro sportivo “Danilo Fiorina”, grazie alla collaborazione dell’Ustc Cerete, sono stati i responsabili del restauro a illustrarne le caratteristiche. Si tratta dell’architetta Claudia Brega e dei restauratori “Arte & Arte Fratelli Regonesi” di Zanica, di cui sono titolari Stefano e Bruno Regonesi, con i quali hanno collaborato Federico Sacchiero e Flavio Lussana.

Hanno spiegato che quello eseguito a Cerete Alto “non è stato un rifacimento, ma un intervento di restauro volto a preservare l’opera d’arte e garantirle un continuo”. Il cantiere è durato sei mesi, nel corso dei quali la squadra di restauratori specializzati ha messo mano a questo capolavoro progettato da Andrea Fantoni. “Il problema maggiore che abbiamo affrontato – è entrato nel merito Andrea Regonesi – era il diffuso distacco degli stucchi dalla muratura, dovuto alle infiltrazioni dal tetto. Abbiamo quindi eseguito un consolidamento d’urgenza e il reincollaggio delle parti distaccate. Gli affreschi non presentavano particolari problematiche, è stato quindi sufficiente attuare una pulitura per restituire la brillantezza ai colori”.

Tra le operazioni, la pulitura degli altari, i cui marmi policromi erano offuscati da decenni di cere e nerofumo. Quindi, in accordo con la Soprintendenza sono state rimosse le ridipinture derivanti da restauri precedenti che interessavano le lesene, la zoccolatura e la pala d’altare di Antonino Cifrondi.

Condividi su:
Categorie: Notizie

Continua a leggere

Bergamo, aveva un coltello nascosto in una scarpa: scatta il Daspo